Tom Cruise si trasforma in un magnate del petrolio: ecco il primo trailer di "Digger"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il primo trailer completo di "Digger", l'attesissimo nuovo film di Alejandro González Iñárritu, ha finalmente fatto la sua comparsa in rete e, come prevedibile, ha già scatenato un mare di reazioni. La pellicola, che vede protagonista un irriconoscibile Tom Cruise, si presenta come una commedia dalle tinte catastrofiche, un connubio tanto ardito quanto affascinante che promette di mescolare l'ironia più nera con la tensione tipica del cinema d'azione.
Dopo mesi di riserbo assoluto e di indiscrezioni sulle modalità della produzione, il regista premio Oscar ha deciso di togliere il velo a quella che si preannuncia come una delle pellicole più chiacchierate dell'anno, in arrivo nelle sale italiane a partire dal prossimo 1° ottobre.
L'irriconoscibile trasformazione di Tom Cruise
Ciò che colpisce immediatamente, scorrendo i fotogrammi del trailer, è la metamorfosi fisica dell'attore, una delle più radicali mai tentate nella sua carriera. Per interpretare il magnate del petrolio al centro della vicenda, Cruise ha dovuto sottoporsi a un vero e proprio stravolgimento estetico che lo allontana completamente dall'iconico agente Ethan Hunt o dal pilota Maverick.
Lo vediamo infatti con un fisico appesantito, una pancia pronunciata che non gli avevamo mai visto, e un volto segnato da un invecchiamento artificiale reso attraverso protesi talmente sofisticate da farlo assomigliare a un uomo comune, quasi irriconoscibile. Il riporto di capelli grigi e diradati, unito a guance cascanti che evocano i tratti di un presidente americano del passato, completa un quadro che sembra fatto apposta per chi ama le trasformazioni più estreme.
La trama e il contesto ecologico
Al centro del racconto c'è un uomo che ha costruito un impero economico enorme, un tycoon senza scrupoli che si trova improvvisamente a fare i conti con le conseguenze delle proprie azioni. La vicenda ruota attorno a un disastro ecologico di proporzioni potenzialmente globali, un evento catastrofico che lui stesso ha contribuito a innescare e che ora cerca disperatamente di fermare.
Questa dinamica, che mescola il senso di colpa individuale alla responsabilità collettiva, sembra essere il motore narrativo di un film che Iñárritu ha definito, con la consueta irriverenza, una "commedia di proporzioni catastrofiche". L'idea di un uomo potente che tenta di salvare il mondo dalla distruzione che lui stesso ha causato offre uno spunto amaro e ironico sulla natura umana e sul rapporto distorto che l'umanità intrattiene con il pianeta.
Le aspettative per un'autrice d'eccezione
Il ritorno di Iñárritu dietro la macchina da presa, dopo il successo di "The Revenant", è di per sé un evento cinematografico di notevole portata. Il regista messicano, noto per il suo stile viscerale e per la capacità di scavare negli abissi dell'animo umano, sembra essersi concesso questa volta una vena più grottesca e surreale, pur senza rinunciare alla profondità tematica che contraddistingue la sua filmografia. La scelta di affidare un ruolo così atipico a Tom Cruise, attore simbolo dell'action movie hollywoodiano, rappresenta una scommessa coraggiosa e affascinante.
Il pubblico, abituato a vederlo sfidare la gravità e i limiti fisici in ogni sua interpretazione, si trova ora di fronte a un personaggio statico, corpulento e apparentemente fragile, un azzardo che potrebbe regalare una delle prove attoriali più memorabili della sua carriera. Il film uscirà il 1° ottobre, ma l'attesa è già alle stelle.




