Laura Pausini torna ad abitare Sanremo, trent'anni dopo quel trionfo che ne cambiò il destino

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il cerchio, si potrebbe dire, si chiude dove tutto ebbe inizio. Carlo Conti, nel delineare il mosaico della prossima edizione del Festival, ha infatti sciolto una delle riserve più attese, annunciando che Laura Pausini sarà al suo fianco per tutte e cinque le serate dell’Ariston. Una scelta, questa, che trascende la semplice necessità di trovare un volto noto per condividere il palco, configurandosi piuttosto come un ritorno alle radici, carico di un simbolismo che pochi altri artisti potrebbero incarnare con altrettanta forza. È proprio sul quel palcoscenico, nel lontano 1993, che una giovanissima Laura, allora tra le Nuove Proposte, seppe conquistare il pubblico e la critica con "La solitudine", canzone che non solo le valse la vittoria in quella categoria ma che divenne il prologo di una carriera internazionale senza confini. L’anno successivo, confermandosi tra i Big, consolidò quel successo nascente con "Strani amori", dimostrando come il suo talento non fosse un episodio fugace ma l’inizio di una lunga storia d’amore con la musica.

Un carisma evoluto, tra voce e presenza

Conti l’ha definita “carismatica e divertente”, aggettivi che, seppur calzanti, raccontano solo una parte della persona e dell'artista che Pausini è diventata. Il suo percorso, dalla ragazza emiliana alla diva globale, è scandito da una costante evoluzione, non solo vocale ma anche umana e stilistica. Il suo modo di porsi, ironico e schietto, è il riflesso di una solarità genuina, mai artefatta, che nel tempo si è arricchita di una consapevolezza profonda. Quella stessa naturalezza, del resto, la si ritrova nel suo approccio alla moda, vissuta non come un travestimento o un’armatura di tendenze, bensì come un’estensione espressiva della personalità, fluida e senza rigidità. La sua voce, strumento riconoscibilissimo e inconfondibile, non ha fatto che guadagnare in potenza e nuance, crescendo parallelamente alla donna che la governa.

Il legame con la Sardegna e la vita privata

Accanto alla professionista di straordinario successo, esiste una Laura Pausini profondamente legata alle sue affettività e a certi luoghi del cuore. Tra questi, un posto speciale è occupato dalla Sardegna, terra alla quale si sente idealmente connessa anche per una curiosa coincidenza toponomastica, come lei stessa ha più volte sottolineato scherzando, riferendosi ai paesi di Pau e Sini. Un legame, il suo con l’isola, rinsaldato naturalmente dal matrimonio con Paolo Carta, chitarrista, produttore e autore di origine sarda, precisamente di Bultei. La loro unione rappresenta un pilastro saldo, un porto sicuro al di fuori dei riflettori, che contribuisce a disegnare il profilo di un’artista completa, radicata in un equilibrio personale che traspare anche nella sua presenza pubblica.

La disciplina di un’icona

Prepararsi a un impegno tanto gravoso come la conduzione dell’intero Festival di Sanremo richiede una forma fisica e mentale impeccabile. Non è un segreto che Laura Pausini abbia affrontato di recente un importante percorso di trasformazione del proprio, che l’ha portata a perdere venti chili attraverso una dieta rigorosa, con pasti pesati, e un allenamento costante. Questa disciplina, che va ben oltre la semplice estetica, parla di dedizione, di rispetto per il palcoscenico e per il pubblico, e di quella forza di volontà che è necessaria per sostenere ritmi di lavoro intensi. Salire sul palco dell’Ariston, dal 24 al 28 febbraio 2026, non sarà solo un viaggio nella memoria ma una nuova sfida, che l’icona internazionale, nata a Faenza cinquantuno anni fa e cresciuta a Solarolo, affronterà con l’esperienza e il carisma di chi, in quel teatro, ha già scritto un pezzo di storia.

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