Ivan Sauna, il compagno di Luisa Asteggiano, è libero: "Trattato da mostro per tre giorni"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ivan Sauna, il cinquantunenne di origini bustocche residente a Formentera, ha riacquistato la libertà dopo che l’ipotesi dell’omicidio sulla morte della compagna Luisa Asteggiano è stata categoricamente smentita dai riscontri medico-legali. La sua detenzione, protrattasi per settantadue ore in una cella di isolamento, è stata caratterizzata da una condizione di estremo disagio, durante la quale gli sono stati negati persino il cambio d’abito e la possibilità di riposare, mentre veniva additato come l’autore del delitto. «Non solo ho perso la mia compagna», ha dichiarato al Corriere della Sera, «ma sono stato dipinto anche come un mostro, quando invece le sono stato vicino nell’ultimo anno, aiutandola nella sua depressione».

L’autopsia che ha scagionato l’uomo

A determinare la sua scarcerazione immediata è stato l’esito dell’autopsia, i cui primi risultati sono stati comunicati in diretta telefonica al giudice proprio nel corso dell’udizia di convalida dell’arresto, che si è protratta per circa un’ora. L’avvocato di Sauna, Michele Tortorici, ha raccontato come la comunicazione abbia coinciso con il momento processuale, fornendo al magistrato gli elementi decisivi per archiviare la teoria dell’aggressione. La morte della donna, come ha precisato la giudice incaricata del caso, non è avvenuta per cause violente, non presentando sul corpo alcun segno compatibile con un’aggressione o un omicidio, a differenza di quanto inizialmente trapelato da alcune fonti investigative e riportato dalla stampa locale.

La confusione iniziale sulle dinamiche

La confusione che ha portato a individuare in Sauna un potenziale omicida potrebbe essere stata determinata da una tragica coincidenza, verificatasi lo stesso giorno e nella medesima area dell’isola, dove un’altra donna è stata effettivamente accoltellata da un uomo. Questo episodio distinto, ma temporalmente e geograficamente vicino, ha probabilmente influito sull’orientamento iniziale delle indagini, indirizzandole verso una pista che si è rivelata infondata. La rapida successione dei due eventi ha creato un cortocircuito informativo, il quale, se da un lato ha accelerato le operazioni, dall’altro ha finito per gravare sulle spalle di un uomo già provato dal lutto.

Le indagini proseguono sulle cause naturali

Sebbene l’ipotesi criminosa sia stata esclusa, le indagini non sono concluse e proseguono per stabilire con precisione le cause del decesso, attribuito provvisoriamente a “cause naturali”. Sono infatti in atto ulteriori accertamenti, basati su analisi tossicologiche e biologiche più approfondite, richieste dai periti per chiarire le circostanze che hanno condotto alla morte di Luisa Asteggiano. Questi esami, dei quali si attendono gli esiti, potranno fornire un quadro più definito della dinamica, sciogliendo gli ultimi interrogativi su una vicenda che ha già avuto un profondo impatto umano e giudiziario.

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