Cisgiordania, Amnesty accusa Israele di pulizia etnica e trasferimenti forzati

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In Cisgiordania Amnesty International accusa Israele di condurre una campagna di “pulizia etnica” contro la popolazione palestinese, sostenendo che gli sfollamenti forzati registrati nel territorio occupato siano il risultato di una politica statale organizzata.

L’organizzazione ha presentato un rapporto di 149 pagine nel quale afferma che l’obiettivo sarebbe l’annessione deliberata del territorio palestinese.

Secondo il documento, il fenomeno non sarebbe riconducibile esclusivamente alle iniziative di singoli coloni violenti, ma a un insieme di pratiche e decisioni che avrebbero contribuito a spingere numerose famiglie palestinesi ad abbandonare le proprie aree di residenza. chiesadimilano +3

Le accuse arrivano in un contesto già segnato da una crescente attenzione internazionale verso quanto accade nei Territori palestinesi occupati.

Amnesty descrive una situazione nella quale le pressioni esercitate sui residenti palestinesi si sarebbero sviluppate nel tempo attraverso diversi strumenti, fino a produrre effetti concreti sul territorio.

Il rapporto si concentra in particolare sul tema dei trasferimenti forzati e sul progressivo deterioramento delle condizioni di vita di alcune comunità palestinesi, indicando un quadro che l’organizzazione considera il risultato di scelte sistematiche e non di episodi isolati. ilfattoquotidiano +3

Le denunce sui trasferimenti forzati e il caso di Zanuta

Tra gli esempi citati emerge quello della comunità di Zanuta. Grazia Careccia, vicedirettrice per il Medio Oriente di Amnesty International, ha raccontato che gli abitanti hanno dovuto convivere con la violenza dell’esercito e con anni di pressioni da parte dello Stato di Israele.

Nelle sue dichiarazioni vengono richiamati gli ordini di demolizione che avrebbero interessato le strutture della comunità, un elemento che, secondo Amnesty, avrebbe contribuito ad aumentare l’insicurezza e la precarietà per i residenti palestinesi presenti nell’area. famigliacristiana +3

La situazione, secondo quanto riferito da Careccia, sarebbe ulteriormente peggiorata con la creazione di una comunità agricola collegata a colonie israeliane. A questo sviluppo si sarebbe aggiunta la violenza dei coloni, descritta come un ulteriore fattore di pressione sulle popolazioni locali.

Amnesty sostiene che episodi di questo tipo non possano essere analizzati separatamente dal contesto più ampio illustrato nel rapporto, che individua una continuità tra le misure amministrative, le demolizioni e le condizioni che portano allo spostamento delle famiglie palestinesi. rsi +3

Onu e Oxfam segnalano un aumento delle violenze

Le conclusioni di Amnesty si affiancano ad altre segnalazioni provenienti da organizzazioni internazionali.

Un nuovo rapporto della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, inclusa Gerusalemme Est, e Israele descrive un quadro caratterizzato da violenze sistematiche, numeri in crescita e impunità diffusa.

Secondo quanto riportato, stanno aumentando gli attacchi dei coloni e si registrano morti e centinaia di feriti palestinesi. Il documento evidenzia inoltre un’intensificazione delle violenze anche all’interno della Striscia di Gaza, dove vengono segnalate esecuzioni sommarie, torture e repressione da parte di gruppi armati. famigliacristiana +3

Il rapporto delle Nazioni Unite sottolinea che le conseguenze delle violenze non riguardano esclusivamente la popolazione palestinese. Tra le persone colpite vengono indicati anche civili israeliani, in un contesto che continua a registrare tensioni e scontri. L’attenzione della Commissione si concentra sulla crescita degli episodi violenti e sulla necessità di monitorare l’evoluzione della situazione nei Territori palestinesi occupati e in Israele. rsi +3

Un’ulteriore analisi è stata diffusa da Oxfam, che denuncia un forte incremento degli attacchi attribuiti ai coloni e alle forze militari israeliane in Cisgiordania. Secondo l’organizzazione, nei primi mesi del 2026 si sarebbero verificati oltre 540 episodi.

Oxfam afferma inoltre che, nell’arco degli ultimi tre anni, il numero di civili palestinesi uccisi avrebbe superato quello registrato nei diciassette anni precedenti, con un impatto particolarmente rilevante sui bambini.

I dati e le accuse contenuti nei diversi rapporti contribuiscono a delineare una situazione che continua a essere oggetto di attenzione da parte delle principali organizzazioni internazionali impegnate nel monitoraggio dei diritti umani e delle condizioni nei Territori palestinesi occupati. chiesadimilano +3

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