Milano spreca il vantaggio e il VakifBank ribalta tutto: 2-3 all’Allianz Cloud

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Cinque set, oltre due ore di gioco e una rimonta che lascia l’amaro in bocca. La Numia Vero Volley Milano esce sconfitta dall’andata dei quarti di finale di CEV Champions League, nonostante un avvio che aveva fatto sperare in un risultato ben diverso. Contro il VakifBank Istanbul, dinanzi ai cinquemila dell’Allianz Cloud, la squadra di coach Stefano Lavarini si è trovata sul 2-0, salvo poi farsi riprendere e superare dalle turche, che hanno chiuso sul 2-3 (26-24, 25-22, 22-25, 22-25, 11-15). Una sconfitta che complica il cammino verso la Final Four di Istanbul, appuntamento fissato per il 2 e 3 maggio, e che rimanda alla gara di ritorno del 19 marzo ogni possibilità di qualificazione.

Nei primi due parziali, la musica è stata chiara: palla a Paola Egonu e il resto lo fa lei. L’opposta di Cittadella, in uno stato di grazia che ricordava le sue migliori serate, ha letteralmente trascinato le compagne, chiudendo la prima frazione con undici punti e toccando quota ventiquattro dopo appena due set. Con Elena Pietrini e Rebecca Piva costrette al lavoro sporco in ricezione, e una Eleonora Fersino insuperabile in difesa, Milano ha retto l’urto delle turche, costruendo un vantaggio che sembrava solido. Dall’altra parte della rete, Marina Markova faticava a trovare varchi, e Tijana Bošković appariva ancora in rodaggio.

Il risveglio delle turche e la serata storta di Cazaute

Nel terzo set, però, l’inerzia è cambiata. Il VakifBank, squadra abituata a gestire pressioni ben più alte, ha alzato il ritmo e messo in difficoltà la ricezione milanese. Se nei primi due set Helena Cazaute, ex di turno, era sembrata in grado di tenere testa alle compagne con tocchi di grande qualità, col passare dei minuti il suo contributo è calato, e la regia di Cansu Özbay ha iniziato a pescare con maggiore frequenza le bocche da fuoco migliori. Markova, sbloccatasi dopo un avvio complicato, ha preso per mano la squadra, e Bošković ha cominciato a fare male da posto due. Le turche hanno vinto il terzo set e poi il quarto, entrambi con lo stesso punteggio di 25-22, sfruttando anche un calo fisiologico di Egonu – ferma a cinque punti nel solo terzo parziale – e la minor lucidità di una squadra che aveva speso tantissimo per portarsi in vantaggio.

Il tie-break e l’MVP a Markova

Nel quinto set si è giocato punto a punto, con le difese a fare la differenza: Fersino da una parte, Ayça Aykaç Altıntaş dall’altra, hanno tenuto vive azioni interminabili. Sul 9-11, un muro di Markova ai danni di Egonu ha spezzato l’equilibrio, regalando alle ospiti il break decisivo. Da lì in poi, la russa – premiata come MVP con 36 punti finali – non ha più sbagliato nulla, gestendo con freddezza i palloni che scottavano e chiudendo i conti sull’11. Per Milano, non sono bastati i 38 punti della sua fuoriclasse, né i sette muri di Anna Danesi (top a muro per lei) o i quattro di Hena Kurtagic. Le statistiche parlano di una partita vissuta sugli attacchi vincenti: 79 per il VakifBank, 71 per le padrone di casa, con un 50% di efficacia in attacco per le turche contro il 44% delle italiane.

L’amarezza di Danesi e la sfida che aspetta Milano

C’è rammarico, nello spogliatoio milanese. La capitana Anna Danesi, a fine partita, ha parlato di un’occasione non sfruttata contro una squadra fortissima, sottolineando come contro certe avversarie sia quasi impossibile vincere 3-0 e che bisognerà ripartire dalle cose buone viste nei primi due set. Ora la strada è in salita: giovedì 19 marzo al VakifBank Spor Sarayi di Istanbul servirà un’impresa per ribaltare il risultato e strappare il pass per la Final Four. Nel mezzo, però, c’è anche l’inizio della semifinale scudetto contro la Savino Del Bene Scandicci, con gara-1 in programma sabato al Pala BigMat di Firenze. Un tour de force che dirà molto sulle reali ambizioni di questa squadra.

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