Il rapper Faneto accusato di violenze: l’ex fidanzata denuncia e mostra i segni sulle piattaforme social

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La vicenda, che ha portato alla denuncia in Questura a Milano, affonda le sue radici in una relazione, caratterizzata da un ciclo di violenze che la giovane donna avrebbe sopportato per un periodo prolungato, trovando infine la forza di interrompere il silenzio. La dinamica, secondo quanto emerso, si sarebbe consumata per lo più nell'ambito milanese, sebbene la persona offesa risieda a Cremona, e ha visto un'escalation tale da spingere la giovane a documentare pubblicamente le conseguenze delle presunte aggressioni.

Le prove sui social e la diretta TikTok

È attraverso i social network, in particolare Instagram e TikTok, che la ragazza ha deciso di rendere pubblica la propria esperienza, pubblicando immagini del proprio volto tumefatto, segnato da lividi e da un profondo graffio sullo zigomo, corredate da screenshot di messaggi minatori. In una diretta TikTok, divenuta una sorta di diario digitale della lite, si può vedere la giovane, con i capelli biondi raccolti e in canotta, mentre interagisce con il rapper; lui, in quell'occasione, le avrebbe rivolto frasi come “Devi smetterla... ti giuro... che non sei un c...”, in un contesto che lei descrive come solo l'ultimo di una lunga serie di episodi. Quelle parole, unitamente ad altre di cui si è avuta notizia come “Non vali niente, ti distruggo la faccia altre mille volte”, tratteggiano il clima di minaccia e di svilimento che avrebbe caratterizzato la relazione.

La denuncia formale e le rivelazioni pubbliche

Oltre alla campagna social, è stata presentata una denuncia formale che contesta al rapper, il cui vero nome è Valentin Antonio Segura, i reati di minacce, violenze e stalking. In Procura a Milano è stato conseguentemente aperto un fascicolo, che darà il via alle indagini sugli episodi avvenuti. La giovane, di nome Alessandra, ha poi rivelato pubblicamente, sempre attraverso un collegamento in diretta, che i familiari del rapper e i suoi manager erano a conoscenza di quanto stesse accadendo. “Tutti sapevano, anche sua madre e i suoi manager ma non mi hanno aiutata”, ha affermato, aggiungendo che i suoi stessi genitori, consci della situazione, avevano presentato diverse querele nel 2025.

Il contesto giudiziario e il peso delle testimonianze

La documentazione raccolta, che include sia le prove fotografiche dei traumi fisici sia la traccia digitale delle minacce, costituisce ora il nucleo dell'inchiesta. L'utilizzo delle piattaforme online per denunciare le violenze ha, in questo caso, avuto la duplice funzione di rompere un isolamento personale e di creare una testimonianza pubblica difficilmente contestabile, sebbene la procedura giudiziaria seguirà il suo corso indipendentemente dal clamore mediatico. La Procura di Milano, che sta valutando il materiale a disposizione, dovrà accertare la fondatezza delle accuse e la dinamica precisa degli eventi, molti dei quali sarebbero avvenuti a porte chiuse, lontano dagli occhi dei social.

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