Mondiali 2026, Bellingham si copre la bocca ma non viene espulso: è polemica
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Redazione Sport
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Nei Mondiali 2026 scoppia la polemica dopo il diverso trattamento arbitrale tra Miguel Almiron e Jude Bellingham per un gesto identico, quello di coprirsi la bocca durante una conversazione in campo con un avversario. Nel corso del torneo, infatti, il centrocampista paraguaiano è stato espulso mentre la stessa situazione, verificatasi successivamente durante Inghilterra-Ghana, non ha portato a nessuna sanzione per la stella inglese. Il confronto tra i due episodi ha rapidamente alimentato discussioni sulle nuove interpretazioni regolamentari introdotte dalla Fifa, che includono proprio il controllo dei comportamenti comunicativi tra giocatori. Al centro della vicenda resta il dubbio sulla coerenza applicativa delle regole in situazioni simili ma giudicate in modo differente.
Almiron espulso in Turchia-Paraguay e squalifica confermata
Il caso di Miguel Almiron è avvenuto durante la partita Turchia-Paraguay, quando il centrocampista è entrato nella storia come primo calciatore espulso ai Mondiali per essersi coperto la bocca mentre parlava con un avversario. L’episodio si è verificato nel finale del primo tempo, al 48’, in seguito a un alterco con Mert Mulder, ed è stato valutato anche tramite richiamo del Var prima della decisione finale dell’arbitro. La partita, vinta dal Paraguay per 1-0, è stata seguita da una squalifica di un turno per Almiron, che salterà la sfida contro l’Australia. La Fifa ha inoltre confermato che la decisione non è soggetta ad appello, rendendo immediata e definitiva la sanzione disciplinare.
Il caso Bellingham in Inghilterra-Ghana e la valutazione arbitrale
Nel match Inghilterra-Ghana, invece, Jude Bellingham ha assunto un comportamento simile coprendosi la bocca durante una conversazione con il ghanese Ayew, ma in questo caso non è arrivata alcuna espulsione. L’episodio ha immediatamente attirato l’attenzione per la differenza di giudizio rispetto a quanto accaduto ad Almiron, alimentando il confronto tra le due decisioni arbitrali. La gestione del caso è stata letta alla luce della natura della conversazione in campo, che non ha portato a interventi disciplinari immediati né del direttore di gara né del Var. La distinzione tra i due episodi è diventata centrale nel dibattito sulla corretta interpretazione delle nuove regole.
Le regole Fifa e il ruolo delle interpretazioni in campo
Secondo quanto riportato nelle indicazioni regolamentari, la discriminante nel valutare episodi simili riguarda la natura della conversazione tra i giocatori. Collina ha spiegato che, se si tratta di un dialogo amichevole, il comportamento può proseguire senza conseguenze, mentre in caso di interazioni conflittuali il gesto diventa vietato e potenzialmente sanzionabile. Proprio questa distinzione è stata richiamata per spiegare l’intervento nel caso Almiron, avvenuto in un contesto di alterco, mentre nel caso di Bellingham non sono emersi elementi ritenuti sufficienti per una sanzione. L’applicazione della regola, mediata dal Var e dalla valutazione in campo, ha così generato una diversa interpretazione degli episodi verificatisi nello stesso torneo.
Il confronto tra i due episodi e la gestione disciplinare del torneo
Il confronto tra i due casi ha evidenziato come la gestione disciplinare dei Mondiali 2026 possa variare a seconda del contesto in cui avviene lo stesso gesto tecnico-comportamentale. Nel caso di Almiron, la decisione è arrivata dopo revisione arbitrale e intervento del Var, mentre per Bellingham non si è proceduto a sanzioni, nonostante la dinamica simile del gesto di coprirsi la bocca durante uno scambio in campo. La sequenza degli eventi ha contribuito a rendere immediatamente visibile la differenza di trattamento tra le due situazioni, entrambe avvenute nello stesso torneo ma in partite differenti. Il dibattito si concentra ora sulla coerenza applicativa delle norme in situazioni di gioco comparabili.




