Eclissi lunare del 28 agosto, la Luna si tinge di rosso nello spettacolo celeste
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Nella notte appena trascorsa, tra il 27 e il 28 agosto, il cielo ha offerto un nuovo, straordinario capitolo della cosiddetta “stagione delle eclissi”. Dopo l’evento del 12 agosto, che aveva catturato l’attenzione di milioni di persone con la spettacolare eclissi totale di Sole, è stata la volta del nostro satellite naturale.
La Luna, nel corso delle ore notturne, è stata progressivamente oscurata dall’ombra proiettata dalla Terra, regalando agli osservatori di buona parte del mondo un volto inedito e suggestivo, caratterizzato da tonalità cromatiche che hanno subito fatto pensare alle celebri “lune di sangue”.
Un’ombra quasi totale per un evento da non perdere
Il fenomeno, classificato come eclissi parziale di Luna, ha raggiunto il suo apice quando ben il 96,2% della superficie selenica è risultata immersa nel cono d’ombra terrestre. Solo una sottile falce luminosa è rimasta visibile ai bordi del disco lunare, creando un contrasto visivo di forte impatto: la parte oscurata ha assunto progressivamente una colorazione che virava dal bronzo al cremisi, mentre l’esigua porzione illuminata brillava come un filo d’argento.
In alcune località italiane, come ad esempio Roma, il culmine della fase parziale è stato registrato intorno alle 6:12, con una copertura che ha sfiorato il 93% del satellite, un dato che conferma l’eccezionalità dell’allineamento tra Sole, Terra e Luna.
Visibilità e caratteristiche del fenomeno osservato
A differenza di quanto si potrebbe pensare osservando le immagini che stanno facendo il giro del web, non ci troviamo di fronte a un’eclissi totale, bensì a un evento parziale di grande intensità. La differenza sostanziale risiede nella geometria dell’allineamento: il nostro pianeta non ha occultato completamente il disco lunare, ma lo ha coperto nella sua quasi totalità.
Lo spettacolo è stato visibile in gran parte delle Americhe e, nelle ore successive al passaggio del terminatore, ha interessato diverse zone dell’Europa e dell’Africa, offrendo a un pubblico vastissimo la possibilità di ammirare la trasformazione cromatica del satellite. La luce solare, attraversando gli strati più esterni dell’atmosfera terrestre, si è diffusa filtrando le lunghezze d’onda più corte, tipiche del blu, e lasciando passare quelle rosse e aranciate che hanno proiettato sul nostro satellite quelle tinte calde e profonde tanto apprezzate dagli appassionati.
L’estate delle grandi meraviglie celesti
Questo evento si inserisce in un periodo particolarmente ricco di appuntamenti astronomici. Solo poche settimane fa, il 12 agosto, l’eclissi totale di Sole aveva già regalato emozioni forti, con la nostra stella che si era “spenta” per alcuni minuti poco prima del tramonto, un fenomeno che aveva richiamato folle di curiosi e appassionati. La notte del 28 agosto ha rappresentato, di fatto, la degna conclusione di questa stagione delle eclissi, regalando ai presenti un’esperienza visiva che non ha nulla da invidiare a quella precedente, seppur con dinamiche completamente diverse.
Mentre l’eclissi solare richiedeva precauzioni estreme per l’osservazione diretta, l’evento lunare è stato godibile a occhio nudo, senza alcuna protezione particolare, il che ha permesso a un numero ancora maggiore di persone di partecipare a questo momento di condivisione con il cosmo.
Il mistero del colore e le suggestioni atmosferiche
Ciò che ha colpito maggiormente gli osservatori, oltre all’entità della copertura, è stata la particolare intensità del colore assunto dalla porzione in ombra. Il termine “luna di sangue”, spesso utilizzato in modo generico, trova in questo caso una perfetta corrispondenza visiva, sebbene gli esperti ricordino che si tratta di un effetto ottico dovuto alla dispersione della luce nell’atmosfera terrestre.
La polvere e le particelle presenti nei nostri cieli, soprattutto in un periodo caratterizzato da ondate di calore e da particolari condizioni meteorologiche, hanno contribuito a esaltare le tonalità rossastre, rendendo il disco lunare simile a una sfera di rame incandescente sospesa nel buio. Subito dopo il termine della fase massima dell’eclissi, il satellite ha iniziato a uscire gradualmente dal cono d’ombra, riacquistando la sua consueta luminosità argentea e chiudendo così uno dei capitoli più affascinanti dell’estate astronomica appena trascorsa.
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