La notte Nba parla inglese: Edwards firma 41 punti a Memphis, Cavs ok senza Mitchell nel remake contro Detroit. Bene Fontecchio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una notte, quella appena trascorsa nei palasport americani, che ha offerto spunti tutt’altro che banali agli appassionati, con il verdetto del campo che ha spesso premiato chi ha saputo interpretare con maggiore cinismo i momenti decisivi della gara. Se a Minneapolis sono stati i canestri pesanti di Anthony Edwards a fare la differenza, a Cleveland è stata la solidità di una squadra priva del suo uomo simbolo a consentire ai Cavaliers di pareggiare i conti stagionali con i Detroit Pistons, in quella che potrebbe essere un’anteprima di una futura e infuocata serie post-season. Non sono mancate, inoltre, prestazioni di rilievo da parte degli italiani, con Simone Fontecchio che continua a ritagliarsi un ruolo sempre più importante nelle rotazioni di Miami, contribuendo al netto successo degli Heat sui Brooklyn Nets.

Il confronto al vertice della Eastern Conference tra i Cavs e i Pistons, leader nonostante la sconfitta, ha vissuto sul filo dell’equilibrio per larghi tratti, salvo poi infiammarsi nel finale con i padroni di casa bravi a respingere l’assalto della truppa di J.B. Bickerstaff. Con Donovan Mitchell ai box per il quarto incontro consecutivo a causa di un problema all’inguine, e con Jarrett Allen costretto al turnover nel terzo quarto per un fastidio al ginocchio, Cleveland ha trovato in Jaylon Tyson, autore di 22 punti, e in James Harden, fermo a 18, le sue principali bocche da fuoco. Dal canto suo, Detroit ha potuto contare sulla solita doppia doppia di Jalen Duren, 24 punti e 14 rimbalzi, e sulla verve offensiva di Tobias Harris, autore di 19 punti, ma ha pagato a caro prezzo una serata negativa al tiro del suo uomo franchigia, Cade Cunningham: per lui solo 10 punti a referto, con un preoccupante 4/16 dal campo, seppur conditi da 14 assist. I Pistons, dopo aver riassorbito un passivo di undici lunghezze, hanno addirittura sfiorato il sorpasso nel quarto periodo, ma una tripla chirurgica di Sam Merrill ha riconsegnato ossigeno e lucidità ai Cavs, che hanno così chiuso la serie regolare sul 2-2 e acceso ulteriormente la rivalità tra le due formazioni, alimentata anche dalle recenti scaramucce verbali pre-partita.

Spostando lo sguardo verso Ovest, la serata porta innegabilmente la firma di Anthony Edwards. La guardia dei Minnesota Timberwolves ha letteralmente preso per mano i suoi, trascinandoli alla vittoria contro i Memphis Grizzlies con una prova da 41 punti, condita da 5 recuperi e 6 rimbalzi. Una prestazione maestosa, la nona in stagione con almeno 40 punti realizzati, che gli consente di agganciare Luka Doncic in una speciale classifica individuale e di rispondere, sul parquet, a certe frecciatine velenose ricevute nello spogliatoio. Dopo un primo tempo di sofferenza, con Minnesota sotto nel punteggio e imprecisa dall’arco, Edwards ha preso il comando delle operazioni nel secondo tempo e, in particolare, nell'ultimo quarto, quando ha piazzato 13 punti decisivi per spezzare la resistenza di una squadra, quella di Memphis, che pure aveva mostrato buone trame di gioco con Jaylen Wells e Cedric Coward. Con questa affermazione, la quarta consecutiva, i Timberwolves consolidano la loro posizione nella densa zona alta della Western Conference

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