Vicario e il Tottenham, una storia che parte da lontano
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Redazione Sport
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L’appuntamento è a Mayfair, cuore pulsante di Londra, tra gli eleganti saloni dell’Ambasciata italiana. Guglielmo Vicario, fresco eroe della finale di Europa League, si muove con disinvoltura in quello che ormai è il suo nuovo mondo. A 27 anni, dopo due stagioni da protagonista all’Empoli, il portiere ha scelto il Tottenham come trampolino per una carriera più ambiziosa. E se c’è qualcuno che ha contribuito a convincerlo, è stato Ange Postecoglou, l’allenatore che gli ha mostrato un progetto credibile.
Quella degli Spurs, però, non è solo una storia di presente. C’è un passato che pesa, soprattutto quando si parla di trofei continentali. L’ultimo, prima della vittoria a Bilbao, risaliva al 2008. Quarantuno anni dopo quel trionfo in Coppa Uefa – oggi Europa League – il Tottenham ha interrotto il digiuno con un successo sofferto, quasi goffo, contro il Manchester United. Un match che, se fossero state due squadre italiane a disputarlo, avrebbe scatenato il sarcasmo degli inglesi.
La partita, in effetti, ha deluso le attese. Decisa da un gol di Brennan Johnson al 42’, su un tocco forse involontario di Luke Shaw, ha visto gli Spurs arrancare con un possesso palla del 35% e una precisione nei passaggi ferma al 66%. Ma quando il risultato è in bilico, bastano pochi istanti per ribaltare tutto. Al 97’, su cross di Diallo, Shaw sembra pronto a riscattarsi con un colpo di testa che sa di pareggio. Le mani di Vicario, però, disegnano un altro finale: una parata in tuffo che spegne i sogni dei Red Devils e consegna il trofeo al Tottenham.




