Aereo investe pedone sulla pista di Denver: passeggeri evacuati
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Redazione Economia
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Non c’è stata possibilità di evitarlo, per il comandante del volo Frontier 4345. L’Airbus A321 – con a bordo 224 passeggeri e sette membri dell’equipaggio – stava accelerando per il decollo dall’aeroporto internazionale di Denver quando, intorno alle 23:19 locali (le 7:19 del 9 maggio in Italia), ha urtato un uomo che si era improvvisamente materializzato sulla pista. La vittima, la cui identità rimane ancora ufficiosamente sconosciuta, è deceduta sul colpo; secondo le prime ricostruzioni delle autorità dello scalo, avrebbe scavalcato una recinzione perimetrale ed era penetrata nell’area riservata ai movimenti aerei meno di due minuti prima dell’impatto.
Un accesso anomalo, poi l’urto mortale
Le indagini, ancora in una fase preliminare, si concentrano su due elementi distinti ma convergenti: le modalità con cui il pedone è riuscito a eludere i sistemi di sicurezza perimetrale e la reazione dell’equipaggio dopo l’urto, che ha provocato anche un principio d’incendio a uno dei motori. Fonti della polizia aeroportuale, citate da Cbs, hanno escluso in prima battuta che l’uomo fosse un dipendente dello scalo – una circostanza, quest’ultima, che rende ancora più enigmatica la sua presenza in un’area ad altissima pericolosità. L’aereo, un velivolo della compagnia low cost Frontier, era diretto a Los Angeles; la corsa al decollo è stata immediatamente interrotta, con i piloti che hanno azionato le procedure di emergenza.
Evacuazione con scivoli e cinque feriti lievi
La successiva evacuazione dei passeggeri è avvenuta tramite gli scivoli gonfiabili, come previsto dai protocolli per situazioni di pericolo immediato a terra. Cinque persone a bordo sono state successivamente ricoverate in ospedale per traumi lievi – verosimilmente dovuti alla concitazione della discesa o a piccole ustioni – mentre nessun membro dell’equipaggio ha riportato conseguenze fisiche. Lo scalo di Denver, uno dei più trafficati degli Stati Uniti, ha temporaneamente chiuso la pista interessata, deviando i voli su vie alternative e causando ritardi a catena nella tarda serata di venerdì 8 maggio. I rottami del velivolo e i resti della vittima sono stati sottoposti a sequestro giudiziario.
Il precedente dei motori e le verifiche in corso
L’impatto, secondo la ricostruzione fornita dall’amministrazione aeroportuale, ha determinato l’ingestione di parte del nell’aspirazione di un reattore, innescando il breve incendio segnalato dai controllori di torre. Un simile meccanismo – già verificatosi in rari incidenti aeronautici in altri scali internazionali – trasforma istantaneamente un motore in una trappola letale, data la forza di suzione generata nella fase di massima spinta. La Frontier Airlines, in un comunicato asciutto, ha confermato l’accaduto e dichiarato piena collaborazione con il National Transportation Safety Board, l’ente indipendente che ha inviato una squadra di specialisti per analizzare i registri di volo, le comunicazioni radio e le immagini delle telecamere di sorveglianza.
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