Sanremo 2026, le pagelle della serata cover tra il pizzo di Bianca Balti e la giarrettiera di Belén Rodriguez
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Redazione Interno
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La settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo, giunta alla sua quarta serata, quella interamente dedicata alle cover e ai duetti, ha finalmente trovato una scossa, un’iniezione di adrenalina che finora, almeno dal punto di vista strettamente estetico, si era fatta attendere. Il palco dell’Ariston, per l’occasione, si è trasformato in una passerella carica di elettricità, dove la musica, certo, ha fatto da padrona, ma dove i riflettori si sono accesi senza mezzi termini sui look, sulle scelte di stile e su quelle incursioni glamour che spesso, più delle note, restano impresse nella memoria collettiva. E in questa girandola di apparizioni, tra co-conduttrici d’eccezione e ospiti inaspettati, c’è stato spazio per eleganze sartoriali e per exploit forse meno riusciti, in un alternarsi di voti alti e qualche inevitabile bocciatura.
Ad aprire le danze, o meglio, a chiudere il cerchio della sua presenza sul palco in questa edizione, è stata Laura Pausini, alla quale va un 9 pieno per il coraggio e la visione. Dopo aver indossato le creazioni fluide e romantiche di Alberta Ferretti e la rigorosa eleganza di Giorgio Armani nelle serate precedenti, per la gara delle cover la cantante romagnola ha compiuto un deciso passo avanti nel territorio dell’avanguardia, affidandosi a Balenciaga. Nello specifico, ha indossato le creazioni dell’amico e stilista Pierpaolo Piccioli, che l’ha voluta in un look che era già di per sé una dichiarazione d’intenti: pantaloni sartoriali dalla linea ampia e strutturata, abbinati a una T-shirt di pelle nera con uno strascico architettonico, il tutto accessoriato da lunghi guanti fucsia e da quella Stellar mask tempestata di cristalli che incorniciava il suo sguardo, un dettaglio quasi concettuale che ha aperto la serata con un’immagine di forte impatto visivo.
Il ritorno di Bianca Balti tra pizzo nero e la dea greca Joan Thiele
Ma la serata, si sa, aveva un volto nuovo, o forse sarebbe meglio dire un volto noto ma carico di un significato più profondo: quello di Bianca Balti. La modella, tornata all’Ariston dopo un anno difficile, come lei stessa ha definito il periodo post-terapia, ha calcato il palco con la leggerezza e la forza di chi ha molto da raccontare senza bisogno di troppe parole. Affidandosi, per questo suo speciale ritorno, esclusivamente a Valentino by Alessandro Michele, Balti ha giocato la carta della seduzione consapevole. L’abito scelto, un pizzo nero che ne valorizzava la silhouette, le è valso un 8: un voto che premia l’audacia misurata, quel saper osare rimanendo dentro i confini di un’eleganza senza tempo, una scelta che parlava di rinascita proprio attraverso la trasparenza di un tessuto che cela e svela con discrezione. E se la Balti ha portato sul palco una sensualità raffinata, c’è chi ha toccato vette di pura poesia estetica. Per Joan Thiele, in gara e in duetto con Nayt sulle note de “La canzone dell’amore perduto” di De André, i voti sono lievitati fino al 9, con molti che l’hanno paragonata a una divinità dell’Olimpo moderna, per la fluidità dei movimenti e la scelta di un look che sembrava cesellato dal vento. Un trionfo di stile, il suo, che ha dimostrato come a volte la perfezione stia nella semplicità di una linea scultorea.
Dalla giarrettiera di Belén ai duetti d’autore
Poi, naturalmente, ci sono state le incursioni, quelle che il pubblico aspetta con un misto di curiosità e spirito goliardico. L’ingresso di Belén Rodríguez, al fianco di Samurai Jay e Roy Paci per rivisitare “Baila Morena” di Zucchero, era uno dei momenti più attesi della scaletta. La showgirl argentina, forte di un ritorno all’Ariston che mancava da tempo, ha scelto un look che non passasse inosservato: un dettaglio, in particolare, ha catturato l’attenzione dei più, ovvero una giarrettiera di strass argentata che ne decorava la gamba. Un richiamo, forse, alla famosa farfallina del 2012, ma tradotto in chiave più glitterata e contemporanea. Il voto, per questo gioco di rimandi e per la capacità di catalizzare l’attenzione, si attesta su un sufficiente 7, anche perché la sua apparizione, seppur fulminea, ha rischiato di spezzare la tensione di un’esibizione che, fino a quel momento, reggeva su altri livelli. E a proposito di duetti, la serata ha regalato anche accoppiamenti inediti e di grande fascino, come quello tra Fulminacci e Francesca Fagnani, intenti a rivisitare “Parole parole” di Mina, o quello più intimo e toccante di Arisa, che con il Coro del Teatro Regio di Parma ha regalato una versione intensissima di “Quello che le donne non dicono”, brano che sembra scritto apposta per la sua vocalità. Sul fronte maschile, menzione speciale per Sayf, che ha duettato con Alex Britti e Mario Biondi in una travolgente versione di “Hit the Road Jack”, regalando al pubblico un momento di autentico swing, con tanto di assolo di tromba finale che ha letteralmente infiammato l’Ariston, dimostrando come la musica, quando è autentica, sappia sempre trovare la via per emozionare al di là di ogni artificio.
Description: Le pagelle della quarta serata di Sanremo 2026: Bianca Balti incanta in pizzo nero, Laura Pausini osa con Balenciaga e Belen Rodriguez torna con la giarrettiera.




