Salve, aggressione all'alba per il consigliere Claudio Martella: due incappucciati lo picchiano nel garage di casa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Due uomini incappucciati, vestiti con tute nere, lo hanno atteso nello scantinato della sua abitazione e lo hanno colpito con pugni e calci, anche dopo che era caduto a terra. È accaduto all'alba di lunedì 12 ottobre a Salve, in provincia di Lecce, e la vittima è Claudio Martella, consigliere comunale di opposizione del gruppo "Salve Futura" ed ex sindaco del comune salentino.

Martella, 65 anni, dipendente della Provincia di Lecce, stava uscendo di casa per recarsi al lavoro e aveva raggiunto il seminterrato per prendere l'auto.

«Proprio quando stavo per entrare in macchina - ha raccontato - due individui incappucciati e vestiti con tute nere sono sbucati fuori da uno stanzino e mi hanno colpito ripetutamente con pugni e calci, anche quando sono caduto a terra. Poi sono fuggiti lasciandomi lì». Soccorso dal personale del 118, il consigliere è stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale "Cardinale Panico" di Tricase, dove i medici hanno riscontrato ferite alla testa e lo hanno dimesso con una prognosi di sette giorni.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Tricase, che hanno avviato le indagini e ai quali Martella ha presentato denuncia.

Il contesto politico e le battaglie sul litorale

L'aggressione arriva in un momento di forte tensione politica a Salve, comune del Basso Salento che comprende le spiagge di Pescoluse e i suoi lidi balneari. Martella è da tempo in prima linea sul tema della gestione delle spiagge libere e delle concessioni balneari.

Nei giorni scorsi era stato intervistato dalla trasmissione "Mi Manda RaiTre" in un servizio dedicato al fenomeno del posizionamento anticipato di ombrelloni e lettini sull'arenile, che aveva documentato quella che la stessa Prefettura di Lecce aveva definito la presenza di "stabilimenti balneari mascherati".

Il servizio televisivo aveva provocato immediate conseguenze politiche: le dichiarazioni rilasciate davanti alle telecamere dall'assessora al Commercio Silvana Simone, che aveva fatto riferimento al peso elettorale degli operatori del settore parlando di "portatori di voti", avevano portato alla revoca delle sue deleghe.

La minoranza di "Salve Futura", di cui Martella fa parte insieme ai consiglieri Simona Conte, Matteo Pepe e Massimo Chirivì, aveva poi chiesto le dimissioni del sindaco Francesco Villanova e dell'intera maggioranza, sostenendo che la responsabilità della gestione del litorale non potesse essere circoscritta a un singolo assessore.

Sempre nei giorni precedenti all'aggressione, Martella aveva pubblicato sui social il decreto di archiviazione di un procedimento per diffamazione a suo carico, legato a dichiarazioni su un presunto conflitto di interessi relativo a un lido balneare. «Ho detto qualcosa di vero e di interesse pubblico - aveva scritto -. Ho sempre fatto tutto questo solo per denunciare gli abusi commessi ai danni del nostro territorio». Al momento non è noto se l'aggressione sia collegata a questa vicenda.

Le reazioni politiche e le indagini

La notizia ha suscitato immediate reazioni nel mondo politico pugliese. Il deputato salentino del Partito Democratico Claudio Stefanazzi ha definito quanto accaduto «un agguato preparato da chi conosceva le sue abitudini e i suoi orari, e come tale va trattato».

Stefanazzi ha poi aggiunto che «in Salento la situazione è ormai da allarme rosso» e ha ricordato come, secondo i dati da lui citati, nel 2025 la Puglia sia tornata a essere la regione italiana con il più alto numero di intimidazioni agli amministratori locali, con la provincia di Lecce seconda in Italia dietro soltanto a Napoli.

Solidarietà è arrivata anche dalla presidente del Consiglio regionale della Puglia, Loredana Capone, che ha sottolineato come sia «nota da tempo la battaglia di Claudio a tutela dell'accessibilità della costa e del mare», esprimendo l'auspicio che le indagini facciano chiarezza. Il sindaco di Salve, Francesco Villanova, ha diffuso una nota in cui condanna «con fermezza ogni gesto di intimidazione e ogni forma di violenza, che nulla hanno a che vedere con il confronto civile e democratico», manifestando fiducia nell'operato delle forze dell'ordine.

Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Tricase sono ora concentrate sul movente dell'aggressione. Le modalità dell'assalto - con gli aggressori appostati in un luogo dal quale potevano sorprendere Martella al momento dell'uscita di casa - lasciano ipotizzare un'azione preparata, e tra gli aspetti da chiarire vi è anche l'eventuale premeditazione.

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