Sanità italiana, allarme per il finanziamento insufficiente

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Secondo l'Istat, nel 2023, primo anno post-Covid, la spesa sanitaria in Italia è diminuita dai 130,8 miliardi del 2022 ai 130,2 miliardi del 2023, pari a una riduzione dello 0,4%. Questo calo, che segue l'incremento registrato durante la pandemia, ha sollevato preoccupazioni tra gli esperti del settore. Parallelamente, è aumentata la spesa sanitaria a carico delle famiglie, che nel 2023 ha superato i 40,6 miliardi, con un incremento dell'1,7% rispetto all'anno precedente.

La situazione è stata ulteriormente aggravata dalla relazione del presidente dell'Istat, Francesco Maria Chelli, che ha evidenziato come i medici di medicina generale, insieme agli infermieri, siano tra le categorie più preoccupanti per le prospettive future. La carenza di medici di famiglia, che dovrebbero essere i primi a essere contattati e gli unici in grado di seguire passo passo i pazienti con malattie croniche, è un problema che rischia di peggiorare nei prossimi anni.

Durante l'audizione alle Commissioni riunite di Camera e Senato sulla manovra, è emerso che nei prossimi dieci anni sarà necessario un aumento del 30% del numero di medici per garantire la tenuta del Servizio sanitario nazionale. La Banca d'Italia ha avvertito che, sebbene il livello della spesa sanitaria tornerà nel 2026-27 ai livelli del 2019, i fondi destinati alla sanità cresceranno meno della spesa, con il rischio che le Regioni finiscano in deficit.

La Corte dei conti ha sottolineato che il livello della spesa sanitaria tornerà ai livelli pre-Covid, ma l'Ufficio parlamentare di bilancio ha segnalato che i fondi per la sanità crescono meno della spesa, mettendo a rischio la sostenibilità finanziaria delle Regioni.

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