Gianni Morandi, il tour per i 60 anni di ‘C’era un ragazzo’ e la vecchia censura della Rai

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   A ottantun anni suonati, e con una carriera che ha attraversato intere generazioni, Gianni Morandi si prepara a tornare sui palchi dei palasport italiani. L’occasione – lo confessa lui stesso in un’intervista senza filtri – è duplice: da un lato la celebrazione di un pezzo storico, ‘C’era un ragazzo’, che proprio quest’anno compie sessant’anni, dall’altro la voglia di raccontarsi ancora una volta, magari pensando a quel “finale” che, dice, gli piacerebbe avere. «Mi piacerebbe finire così», rivela il cantante, senza però addentrarsi in dettagli biografici troppo intimi; piuttosto, lascia intendere che l’energia del palco e il contatto con il pubblico restino l’unico orizzonte possibile, persino dopo decenni di successi.

Un tour che parte da Conegliano e un brano scritto da Jovanotti

Il prossimo 15 aprile, all’Arena di Conegliano (Treviso), prenderà il via ‘C’era un ragazzo – Gianni Morandi Story’, un viaggio live che ripercorre le tappe fondamentali della sua produzione musicale. A impreziosire l’attesa c’è anche l’uscita di un inedito, ‘Monghidoro’, firmato da Lorenzo Cherubini, quel Jovanotti che da sempre lo stima. E proprio il piccolo paese sull’Appennino tosco-emiliano – lo ricorda Morandi – rappresenta il luogo dove tutto cominciò, una sorta di culla artistica che Jovanotti ha saputo evocare in un testo energico e carico di nostalgia, ma senza mai scadere nel melenso. «Lui ha pensato proprio a quel posto per me», spiega l’interprete, quasi stupito ancora oggi da tanta sensibilità.

La vecchia censura della Rai e la rivelazione sul futuro

Nel suo racconto, Morandi torna anche su un episodio lontano, quando la Rai decise di mettere un freno a quella stessa ‘C’era un ragazzo’ che oggi celebra trionfalmente. All’epoca, la canzone – dedicata a un giovane americano che si opponeva alla guerra in Vietnam – fu considerata troppo scomoda, troppo esplicita nel suo messaggio pacifista. Lui non alzò barricate, ma quel silenzio forzato lo ha segnato, al punto da ricordarlo ancora oggi con una punta di amarezza. Eppure, non c’è rancore nel suo tono: piuttosto, la consapevolezza che certe ferite, col tempo, diventano semplicemente capitoli di una storia più grande.

Inarrestabile a 81 anni: palazzetti pieni e nessuna intenzione di fermarsi

«Vedere i palasport pieni a 81 anni – confessa – è un’emozione che non ti aspetti più». E invece il “Gianni nazionale”, come molti lo chiamano, non mostra alcuna intenzione di rallentare. Il tour nei palazzetti, prodotto da Epic Records/Sony Music Italy, prevede tappe in diverse città, e il nuovo singolo ‘Monghidoro’ è già disponibile sulle piattaforme digitali. Morandi si muove leggero, senza la pesantezza di chi deve dimostrare qualcosa; si limita a esserci, a cantare, a guardare il pubblico che ancora lo riempie. La vecchia censura, i sessant’anni di un brano diventato inno, l’amicizia con Jovanotti: tutto scorre in questo racconto fluido e umano, lontano da retoriche e da facili commozioni. Non si parla di futuro, non si tirano somme. Solo fatti, canzoni e una voce che non ha smesso di raccontare.

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