Maltempo, il vortice scozzese travolge l'Italia: dalla grandine su Roma al crollo termico in arrivo
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Redazione Interno
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La primavera, quella che con i suoi venti gradi fuori stagione aveva illuso il Paese nelle scorse settimane, ha improvvisamente lasciato il passo a uno scenario meteorologico ben più turbolento, se non apertamente invernale. Una trasformazione radicale dell’assetto barico sul Mediterraneo, determinata da una spinta anomala dell’Anticiclone delle Azzorre verso le alte latitudini atlantiche, ha aperto un varco attraverso il quale masse d’aria gelida di origine polare si stanno riversando sull’Europa meridionale. Il primo, tangibile effetto di questa riconfigurazione atmosferica si è manifestato con violenza sulle regioni tirreniche, dove un piccolo ma intenso vortice depressionario, approfonditosi nel Mar Tirreno, ha scaricato al suolo quantità d’acqua davvero notevoli. Sul Lazio, e in particolare sull’area metropolitana di Roma, gli accumuli pluviometrici hanno localmente superato i 90 millimetri in poche ore, un dato che da solo spiega la natura eccezionale dell’evento. La capitale si è risvegliata sott’acqua nella mattinata di giovedì 12 marzo, con il quadrante sud-occidentale della città e il litorale costretto a fare i conti con un nubifragio che ha paralizzato la viabilità e creato disagi diffusi.
Se Roma ha dovuto affrontare allagamenti e code chilometriche in ingresso sulle principali arterie autostradali, il litorale ha vissuto uno scenario ancora più sorprendente. Ad Ostia e Fiumicino, la pioggia si è trasformata in una fitta grandinata che per alcuni minuti ha letteralmente imbiancato strade e auto in sosta, regalando un’immagine surreale a metà marzo. Chicchi di ghiaccio che hanno colpito con tale intensità da causare infiltrazioni d’acqua anche all'interno dei Terminal 1 e 3 dell’aeroporto Leonardo Da Vinci, dove una task force di Aeroporti di Roma è intervenuta per ripristinare rapidamente la piena funzionalità delle aree, senza che le operazioni di volo subissero, fortunatamente, significative ripercussioni. Un assaggio, questo, di ciò che ci aspetta? La perturbazione, dopo aver colpito il Centro, si sta ora spostando verso il Sud, interessando in particolar modo Calabria, Campania e Basilicata, ma l’attenzione dei meteorologi è ormai tutta rivolta a ciò che accadrà nel weekend e all’inizio della prossima settimana.
Un venerdì 13 da bagnato e la danza del vortice scozzese
Le previsioni per i prossimi giorni, e in particolare per il finesettimana, sono in costante aggiornamento, e la parola d'ordine è incertezza. Il motivo di questa difficoltà previsionale risiede nella natura "ballerina" di un profondo nucleo depressionario, ribattezzato Vortice Scozzese, in discesa dal Nord Atlantico verso il Mediterraneo. Le elaborazioni dei modelli matematici, come spiega Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, hanno tenuto gli esperti col fiato sospeso: la sua traiettoria è cambiata più volte, oscillando tra una rotta Scozia-Libia, che coinvolgerebbe pienamente l’Italia, e una più occidentale verso l’Algeria, che ne limiterebbe gli effetti. Allo stato attuale, la giornata di venerdì 13 si preannuncia instabile soprattutto al Centro-Sud, con temporali e acquazzoni improvvisi previsti nel pomeriggio, mentre al Nord si registrerà una nuvolosità irregolare, con possibili nebbie in pianura.
L’evoluzione per sabato 14 e domenica 15, però, è quella che preoccupa maggiormente. Il Vortice Scozzese, nella sua discesa, porterà un peggioramento più marcato e organizzato. Le regioni del Nord-Ovest, e in particolare le Alpi occidentali, saranno le prime a essere colpite: qui è attesa una quantità di neve copiosa, con accumuli che potrebbero superare il mezzo metro di fresca oltre i 1000-1400 metri di quota, regalando un paesaggio tipicamente invernale. Sul versante tirrenico e sulle Isole Maggiori, il meteo si manterrà spiccatamente instabile, con piogge e rovesci. L’Italia, in questa fase, si troverà quasi divisa in due: maltempo incisivo a ovest, condizioni più asciutte, almeno inizialmente, sul versante adriatico.
Freddo, neve a bassa quota e la prossima settimana
Se il weekend segnerà il ritorno del maltempo, la vera e propria svolta invernale è attesa a partire da lunedì 16. Il passaggio del vortice atlantico, infatti, agirà da apripista per un afflusso di masse d’aria decisamente più fredde, di lontana estrazione russa o polare, che penetreranno nel bacino del Mediterraneo dai Balcani. Questo flusso orientale, come confermano le proiezioni dei centri di calcolo, causerà un netto e generalizzato crollo delle temperature, riportandole su valori più consoni al periodo o persino inferiori alla media.
Le conseguenze di questo cambio di circolazione si faranno sentire soprattutto sulle regioni adriatiche e al Sud, che verranno raggiunte da almeno tre distinti fronti perturbati. Il raffreddamento sarà tale da far abbassare sensibilmente la quota neve sugli Appennini: dopo le abbondanti nevicate alpine, sarà la volta del Centro-Sud, con fiocchi bianchi attesi fin verso gli 800 metri di quota. Un colpo di coda invernale che, se da un lato riempie i bacini e allieta gli amanti della montagna, dall’altro rappresenta una minaccia concreta per l’agricoltura. Le gelate tardive, in un contesto in cui le temperature anomale dei giorni scorsi hanno già ingannato alberi da frutto e colture, innescando una fioritura anticipata, rischiano di provocare danni seri e compromettere i raccolti. D’altronde, come spiegano gli esperti, a marzo le zone polari conservano ancora un immenso serbatoio di gelo, e basta uno spostamento anomalo dell’alta pressione per far scivolare queste correnti gelide verso il Mediterraneo, riportando l’inverno a far ruggire la sua voce.




