Rolling Stones, Foreign Tongues: l'intervista di Mick Jagger a Virgin Radio
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Redazione Cultura e Spettacolo
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"Sarà un bel regalo, in effetti. Abbiamo fatto dieci brani nuovi, registrati l'estate scorsa a Londra, e ne abbiamo usati quattro da registrazioni precedenti. Quindi siamo a quattordici: è tanta musica". Così Mick Jagger, leggendario frontman dei Rolling Stones, ha presentato il nuovo album della band "Foreign Tongues" durante un'intervista esclusiva concessa a Paola Maugeri per Virgin Radio.
L'uscita del disco, il venticinquesimo in studio per la storica band, è prevista per il 10 luglio e arriva a meno di tre anni di distanza da "Hackney Diamonds", il precedente lavoro che aveva riportato la band al successo planetario, scalando le classifiche di tutto il mondo e aggiudicandosi un Grammy Award.
Un album ricco di ospiti e collaborazioni
"Foreign Tongues" si presenta come un progetto ambizioso e ricco di collaborazioni eccellenti, a cominciare dalla presenza di Robert Smith, leader dei Cure, che ha inizialmente mostrato qualche titubanza prima di accettare l'invito. Il frontman della band gotica ha raccontato di non sentirsi pronto a entrare in studio con i Rolling Stones, salvo poi cambiare idea e contribuire a due brani del disco: "Divine Intervention", dove suona la chitarra, e "Never Wanna Lose You", per la quale ha fornito il suo contributo con sintetizzatori e cori.
L'incontro con Smith è nato quasi per caso, quando il produttore Andrew Watt lo ha invitato a bere una birra negli studi londinesi dove la band stava lavorando, salvo poi ritrovarsi a registrare insieme. Oltre a Robert Smith, l'album vanta la partecipazione di Paul McCartney, Steve Winwood e Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers, che contribuiscono a rendere la raccolta ancora più eterogenea e sorprendente.
Jagger e il legame con l'Italia
Durante l'intervista, Jagger ha voluto sottolineare il suo profondo legame con l'Italia e, in particolare, con la Sicilia, che descrive come un luogo affascinante e ricco di storia. "L'Italia mi piace moltissimo, ma la Sicilia la trovo interessante per tanti motivi: ha una cultura speciale ed è il crocevia di tante culture diverse", ha dichiarato il cantante, rivelando di apprezzare particolarmente l'influenza normanna e moresca che si respira nell'isola.
Un amore per il nostro Paese che Jagger coltiva da anni, e che lo ha portato a essere un frequentatore assiduo della Sicilia, attratto dalla sua storia millenaria e dalla sua straordinaria mescolanza di popoli e tradizioni. Il leader degli Stones ha parlato anche del processo creativo che ha portato alla realizzazione del nuovo album, sottolineando come la varietà sia un elemento fondamentale per un disco di quattordici brani, che spazia dal rock alla ballad, dal blues al country, fino al pop.
Un lavoro intenso in poco tempo
Nonostante la mole di lavoro, il nuovo album è stato registrato in meno di un mese ai Metropolis Studios di Londra, sotto la guida del produttore Andrew Watt, già collaboratore di "Hackney Diamonds". "È stata una pausa molto intensa quella in cui abbiamo registrato Foreign Tongues", ha commentato Jagger, mentre il chitarrista Ronnie Wood ha aggiunto: "L'atmosfera in sala era così creativa. Molto spesso l'abbiamo azzeccata al primo colpo".
Il disco include anche un contributo postumo del compianto Charlie Watts, il batterista scomparso nel 2021, attraverso una registrazione di uno dei suoi ultimi studi, a testimonianza di un legame che il gruppo non ha mai voluto recidere. L'album si preannuncia come un lavoro di grande impatto, capace di mescolare la tradizione rock della band con sonorità contemporanee e collaborazioni inaspettate, confermando i Rolling Stones come una delle realtà musicali più vitali e longeve della storia del rock.




