La madre di Giorgia Meloni: "In casa nostra non c'è spazio per il patriarcato"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Lo stesso approccio diretto, che non ammette sconti neppure per le figlie di rango, emerge quando Paratore riprende una sua recente battuta, pronunciata durante la festa di Atreju, su una ipotetica figlia Papa. "Né Giorgia né Arianna diventeranno Papa", chiarisce, smontando qualsiasi possibile interpretazione seria della frase. "Non so come mi sia uscita quella battuta", ammette con candore, sottolineando piuttosto il suo abituale metodo di giudizio. "Io guardo sempre le mie figlie con occhio critico", spiega, "perché se la verità non te la dice tua madre, chi te la dice?". Un'affermazione che delinea un rapporto fuori dall'ordinario, lontano dall'atteggiamento di incondizionata celebrazione che ci si potrebbe aspettare, e che la donna stessa bolla con il rifiuto del proverbio "ogni scarrafone è bell’a mamma sua".

Questo sguardo analitico, tuttavia, deve fare i conti con l'impatto emotivo delle critiche che piovono dall'esterno, un aspetto che Paratore vive con sofferenza. Nonostante le figlie, la premier e la responsabile della segreteria politica di FdI, le raccomandino di non leggere le notizie "altrimenti mi arrabbio", lei confessa di non riuscirci. E, osservando il clima che circonda le sue figlie, ne trae una conclusione amara: "Arianna è vittima di odiatori seriali, per non parlare di Giorgia". Un'esperienza, questa, che fa da contraltare alla sua vita personale, dedicata ad attività lontane dalla ribalta, come la creazione di icone sacre, dopo aver abbandonato la scrittura di romanzi nonostante le sollecitazioni ricevute.

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