Neve e valanghe, allerta gialla in Piemonte per tutto il Natale
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Redazione Interno
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Una massa d’aria fredda e umida, proveniente da Est, sta investendo il Piemonte, innescando, come previsto dai modelli, una nuova e intensa fase di maltempo destinata a protrarsi per oltre trentasei ore. Le precipitazioni, che si annunciano abbondanti specialmente sul settore occidentale e sud-occidentale della regione, si manifesteranno in pianura e in collina principalmente come pioggia, mentre sui rilievi assumeranno carattere nevoso, risultando copiose. È proprio in relazione a questi fenomeni, con particolare attenzione alle nevicate e al conseguente pericolo valanghe, che il Centro Funzionale dell’Arpa Piemonte ha disposto il passaggio allo stato di allerta gialla, valida per l’intera giornata odierna e prolungata, in via del tutto eccezionale, anche a domani, 25 dicembre.
Un evento eccezionale sulle Alpi
Sull’arco alpino, del resto, gli effetti dell’ondata di maltempo sono già pienamente visibili e registrano picchi di notevole intensità. A Prato Nevoso, località alpina in provincia di Cuneo, si sta verificando un accumulo nevoso fuori dall’ordinario, al punto che, alle quote più elevate, il manto ha ormai sfiorato i tre metri di spessore. Una situazione che, se da un lato crea scenari suggestivi in prossimità delle feste, dall’altro richiede un monitoraggio costante da parte delle autorità e dei gestori degli impianti, chiamati a garantire la sicurezza e la regolarità dei servizi in condizioni ambientali tanto impegnative.
La quota neve si abbassa ulteriormente
L’evoluzione meteorologica, tuttavia, non si ferma alle alte vette. Il nucleo più freddo della perturbazione, infatti, è destinato a far scendere sensibilmente il limite delle nevicate, più in basso di quanto inizialmente stimato. Il bollettino dell’Arpa, aggiornato alla mattina del 24 dicembre, segnala chiaramente questa tendenza: la quota neve, già in calo oggi, passerà dai 1000-1100 metri fino a toccare, in serata e nella notte, le quote collinari. Su alcune zone, come il Cuneese, le Langhe, il Roero e la collina torinese, i fiocchi potrebbero apparire persino tra i 400 e i 600 metri di altitudine, con possibili fenomeni di innevamento anche in aree non propriamente montane.
Precipitazioni diffuse fino a Santo Stefano
La fase perturbata, che accompagnerà dunque il Natale piemontese, si estenderà senza soluzione di continuità anche alla giornata di Santo Stefano. Fino al mattino del 26, sono attese precipitazioni moderate e diffuse su gran parte del Piemonte occidentale, che diverranno localmente forti, come preannunciato, nelle vallate del Cuneese e del Torinese. Questo persistente apporto di umidità, unito al freddo in quota, alimenterà ulteriormente il pericolo valanghe su tutto l’arco alpino interessato, mantenendo alta l’attenzione per i prossimi quarantotto ore, mentre le operazioni di viabilità e protezione civile si svolgeranno in uno scenario festivo ma reso complesso dalle condizioni atmosferiche.




