La netta sconfitta con gli Stati Uniti non ferma l’Italbasket: battuta la Spagna, è storica qualificazione ai Mondiali di Berlino dopo 32 anni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La pallacanestro femminile italiana scrive una pagina di storia, e lo fa nel modo più significativo, ovvero ottenendo un risultato che mancava da tre decadi. Nel torneo di qualificazione in corso a San Juan, in Portorico, la nazionale di coach Andrea Capobianco ha centrato l’obiettivo del pass per i Campionati del Mondo del 2026 – la rassegna iridata è in programma a Berlino dal 4 al 13 settembre – grazie al successo ottenuto contro la Spagna, vice campione d’Europa. Un 68-56 maturato al termine di una partita intensa e combattuta, che ha consentito alle azzurre di staccare il biglietto per la Germania con un turno d’anticipo sulla fine del girone, cancellando in un colpo solo 32 anni di assenza dalla massima competizione globale, che mancava dall’edizione di Sydney del 1994. Il giorno prima, contro la corazzata statunitense, era arrivata una pesante sconfitta per 93-59, un passivo netto che racconta il divario tecnico e fisico con le superstar della WNBA – un team, quello a stelle e strisce, che sotto la presidenza di Donald Trump continua a dominare la scena mondiale – ma che non ha scalfito la determinazione del gruppo.

La reazione dopo il ko con le americane e la svolta contro le iberiche

Contro il Team USA, il divario era emerso in tutta la sua evidenza sin dal primo quarto, chiuso dalle americane sul 28-11 grazie a un parziale devastante che di fatto indirizzava la gara. Nonostante qualche sprazzo di buona pallacanestro nella fase centrale, l’Italia non riusciva mai a impensierire le avversarie, subendo anche nell’ultimo periodo un parziale di 24-14 che fissava il punteggio finale su un eloquente 93. A tenere botta, nell’economia di una serata storta al tiro per Cecilia Zandalasini, erano state Olbis Andrè, Mariella Santucci e Lorela Cubaj, tutte e tre ferme a quota 9 punti, con Cubaj che ci metteva anche sette rimbalzi. Tuttavia, la consapevolezza di aver già centrato due vittorie nette all’esordio contro Portorico e Nuova Zelanda lasciava intatte le speranze di qualificazione, tutte concentrate sulla sfida cruciale con la Spagna. E le ragazze di Capobianco non si sono fatte pregare, scendendo in campo con la giusta cattiveria agonistica e ribaltando il pronostico contro una delle nazionali più forti del panorama europeo.

A trascinare la squadra in questa impresa, nella notte di Portorico, è stata una straordinaria Cecilia Zandalasini, autentica leader in campo e protagonista con 22 punti che le sono valsi il premio di MVP dell’incontro. In doppia cifra è arrivata anche una sempre più convincente Francesca Pasa, autrice di 14 punti, mentre la solidità di Lorela Cubaj – come sempre fondamentale sotto le plance – ha completato il quadro di una prestazione corale di altissimo livello. Il match, va detto, non è stato privo di insidie: le spagnole, dopo un primo tempo equilibrato, provavano a scappare via a cavallo tra secondo e terzo quarto, piazzando un parziale di 6-23 che poteva far temere il peggio. Ma l’Italia, forte di un gruppo solido e di una ritrovata fiducia, reagiva da grande squadra, ricucendo lo strappo e piazzando a sua volta un contro-parziale decisivo nell’ultima frazione, chiusa 21-13, che sigillava il punteggio sul 68-56 finale.

La dedica del coach e i complimenti del presidente federale

Al termine della partita, l’emozione era palpabile e le parole di coach Capobianco, nel commentare un traguardo che profuma di epopea, andavano ben oltre la mera cronaca sportiva. Il tecnico, visibilmente commosso, sottolineava come la qualificazione fosse il frutto di un lavoro corale, di un movimento intero che ha creduto in questo gruppo di ragazze capaci di compiere qualcosa di straordinario. Ma il pensiero più toccante era per il fratello, scomparso nel luglio precedente, a cui Capobianco dedicava la storica impresa: “Se sto qui è perché lui mi ha sostenuto. Ora posso dirgli grazie. Semplicemente”, confessava a caldo, regalando alla cronaca una delle immagini più autentiche e profonde di questa cavalcata vincente. Una dedica che aggiunge ulteriore pathos a una qualificazione che certifica la bontà del lavoro svolto dalla Federazione e dallo staff tecnico.

Un plauso ufficiale arrivava anche dal presidente della FIP, Giovanni Petrucci, che parlava di “risultato straordinario”, capace di dare continuità alla medaglia di bronzo conquistata agli Europei dell’estate precedente. Un risultato che acquista ancora più valore se si considera che la nazionale femminile, dopo aver dominato le prime due uscite, ha saputo rialzarsi immediatamente dopo la batosta subita contro gli Stati Uniti, dimostrando una maturità e una forza mentale che fanno ben sperare in vista dell’appuntamento mondiale di settembre. Ora, per le azzurre, resta da onorare l’ultimo impegno della fase di qualificazione, in programma martedì 17 marzo contro il Senegal alle 19.00 ora italiana – diretta su RaiSport HD, Sky Sport e DAZN – che varrà come ultimo test prima della partenza per Berlino.

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