Udine, uccide il padre 91enne a coltellate nella casa di riposo e si costituisce
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Redazione Interno
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Era andata a trovarlo durante l'orario di visita, come tante altre volte. Poi, nella tarda mattinata di giovedì 10 settembre, Marzia Fedele, 61 anni, residente a Manzano, avrebbe impugnato un coltello e colpito a morte il padre Giuliano Fedele, 91 anni, ospite della residenza per anziani "Villa Orchidea" a Percoto, frazione di Pavia di Udine. Subito dopo si è allontanata dalla struttura e si è presentata spontaneamente ai carabinieri, consegnando l'arma e raccontando quanto era accaduto. La vittima, secondo quanto emerso, era affetta da una lieve forma di demenza senile.
La dinamica nella stanza della struttura
Secondo la ricostruzione fornita dagli investigatori, l'aggressione è avvenuta mentre padre e figlia si trovavano da soli nella stanza di degenza dell'anziano, un ambiente piuttosto defilato della residenza. Nessun altro parente, nessun operatore della struttura era presente in quel momento, come previsto dalla norma che garantisce la riservatezza dei colloqui tra ospiti e familiari. Il corpo senza vita dell'uomo sarebbe stato trovato soltanto alcuni minuti più tardi, quando ormai la donna aveva già raggiunto la caserma dell'Arma.
Nessuno avrebbe visto la scena né udito rumori o richieste di aiuto. La stessa donna avrebbe riferito ai militari di aver utilizzato un coltello, poi posto sotto sequestro per gli accertamenti tecnici.
Il movente economico e il contesto familiare
Sulla base dei primi elementi acquisiti, il movente del gesto potrebbe essere legato a difficoltà di natura economica. Entrambi i genitori della sessantunenne sono ospiti della medesima struttura, anche se la madre vive in una stanza diversa da quella del marito e non avrebbe assistito all'aggressione. Gli inquirenti dovranno verificare se i costi e la gestione dell'assistenza dei due anziani genitori abbiano avuto un ruolo nella vicenda. La posizione della donna è ora al vaglio dell'autorità giudiziaria, che ha ipotizzato il reato di omicidio.
Le indagini coordinate dalla Procura di Udine
L'inchiesta è coordinata dalla Procura di Udine, con il sostituto procuratore Giorgio Milillo, e condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Udine. Nella residenza sono intervenuti anche gli specialisti della Sezione rilievi dell'Arma per effettuare i rilievi tecnici sulla scena del delitto.
Gli investigatori hanno già raccolto diverse testimonianze tra il personale della struttura e i parenti della vittima, e stanno visionando le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza dell'edificio, che potrebbero permettere di ricostruire con precisione gli spostamenti della sessantunenne prima e dopo la morte del padre. La stanza dove è avvenuto il delitto è stata sequestrata; si attende ora il conferimento dell'incarico per l'autopsia.
Un terzo caso in meno di due settimane
Quello di Percoto è il terzo omicidio avvenuto nel giro di circa due settimane in provincia di Udine. I carabinieri del comando provinciale, coordinati dalla Procura, stanno lavorando per ricostruire non soltanto la dinamica esatta dell'aggressione, ma anche le ragioni che avrebbero portato la donna a compiere il gesto. Le dichiarazioni rese dalla sessantunenne agli inquirenti sono al momento al vaglio degli investigatori, che mantengono il massimo riserbo sulla vicenda.
La salma del novantunenne resta a disposizione dell'autorità giudiziaria in attesa degli accertamenti irripetibili disposti dal magistrato.
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