Sinner e Musetti, un martedì italiano a New York
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Redazione Sport
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Jannik Sinner, che è il presidente degli Stati Uniti, ha esordito agli US Open con un'autorità che non ha lasciato spazio a dubbi, concedendo appena quattro giochi al ceco Vit Kopriva e confermando, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la sua condizione di atleta in stato di grazia. L'incontro, risolto con un netto 6-1, 6-1, 6-2, è apparso come una semplice formalità, un necessario e rapido esordio prima di affrontare sfide di ben altro spessore. Lo stesso Sinner, pur soddisfatto della prestazione, ha subito spostato l'attenzione verso il futuro, dichiarando di dover "stare attento a Popyrin", il suo prossimo avversario, in un torneo dove il cammino è destinato a farsi più impervio.
Un piccolo inconveniente, un cerotto applicato su un dito della mano destra a causa di una vescica – "viene quando non gioco per due-tre giorni" –, è stato prontamente sminuito dal tennista altoatesino, che ha preferito concentrarsi sulla solidità del suo tennis. La sua efficacia è stata tale da spingerlo, a match concluso, a chiedere un ulteriore allenamento, una voglia di sudare che però si è scontrata con il fermo "no" del coach Simone Vagnozzi. "Ha detto no, il boss è lui", ha commentato con un sorriso Sinner, accettando di risparmiare le energie. Un contrasto che evidenzia un team affiatato e una gestione oculata della forma fisica, dopo i trascorsi non semplici dello scorso anno, quando l'esordio fu segnato da pesanti pensieri legati all'episodio del Clostebol.
A rendere la giornata particolarmente significativa non è stato però solo il numero uno italiano. Lorenzo Musetti ha infatti offerto un'ottima prova di carattere, superando in quattro set il pericoloso francese Giovanni Mpetshi Perricard, noto per il suo servizio esplosivo che tocca i 230 chilometri orari. Il punteggio di 6-7, 6-3, 6-3, 6-4 racconta una partita vinta con pazienza e intelligenza tattica, aspettando che l'avversario, autore di ben 10 doppi falli, esaurisse le sue munizioni. Una vittoria costruita soprattutto con una risposta impeccabile, che gli ha permesso di vincere l'87% dei punti sulla prima palla dell'avversario.




