Trovato morto a Valbrembo, fermati due giovani per l’omicidio di Luciano Muttoni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Luciano Muttoni, 58 anni, è stato trovato senza vita domenica nel suo appartamento a Valbrembo, in provincia di Bergamo, con evidenti ferite alla testa. Le indagini, condotte dai carabinieri, hanno portato all’arresto di due giovani, rispettivamente di 23 e 22 anni, ritenuti responsabili dell’omicidio. Uno dei due, un cittadino italiano residente a Bergamo con precedenti penali, ha ammesso le proprie responsabilità, fornendo dettagli cruciali per ricostruire la dinamica del delitto. L’altro, di origini polacche e residente in provincia di Monza Brianza, è stato fermato insieme al complice nelle ore successive al ritrovamento del corpo.

Dalle prime ricostruzioni, emerge che l’omicidio sarebbe scaturito da un tentativo di rapina, avvenuto venerdì sera. Il giovane italiano, che ha confessato, ha riferito di aver colpito più volte Muttoni alla testa con una pistola scacciacani, per poi percuoterlo con pugni e calci, causandone la morte. Le dichiarazioni spontanee dell’arrestato hanno permesso di ritrovare il giubbotto macchiato di sangue indossato durante l’aggressione, alcuni documenti sottratti alla vittima e l’arma del delitto.

I due fermati, già in carcere a Bergamo, sono stati individuati grazie alle testimonianze raccolte dagli investigatori nelle ore successive al delitto. Le operazioni di ricerca si sono concentrate inizialmente nella zona di Monza, dove i due sono stati bloccati. L’italiano, che ha collaborato con le forze dell’ordine, ha fornito informazioni dettagliate, accelerando le indagini e permettendo di ricostruire con precisione i momenti precedenti e successivi all’omicidio.

Luciano Muttoni, che viveva da solo, era stato dato per disperso dopo due giorni di assenza, durante i quali non aveva dato notizie di sé. Il ritrovamento del corpo nel suo appartamento ha immediatamente fatto scattare le indagini, culminate con l’arresto dei due giovani. La vicenda, che ha sconvolto la piccola località bergamasca, sembra legata a un movente economico, con il tentativo di sottrarre alla vittima una modesta somma di denaro, stimata intorno ai 50 euro.

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