Intelligenza artificiale in sanità, l’OMS chiede nuove regole

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’intelligenza artificiale in sanità è già utilizzata nei sistemi sanitari, ma le regole, le competenze professionali e i meccanismi di responsabilità non stanno procedendo alla stessa velocità della sua diffusione. È il messaggio emerso dalla conferenza mondiale sull’intelligenza artificiale applicata alla salute organizzata il 15 e 16 luglio 2026 a Lisbona dall’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità e dal Governo portoghese. L’incontro ha evidenziato la necessità di accompagnare l’adozione delle nuove tecnologie con strumenti di governance adeguati.

Negli ospedali e nei servizi sanitari l’intelligenza artificiale non è più soltanto una tecnologia sperimentale utilizzata nei centri di ricerca, ma uno strumento già presente nelle attività quotidiane. Medici, infermieri, operatori socio sanitari e altri professionisti utilizzano sistemi basati sull’AI per supportare diagnosi, organizzazione del lavoro, gestione dei dati clinici, formazione e comunicazione con i pazienti. L’integrazione di queste tecnologie sta modificando alcuni processi dell’assistenza sanitaria, rendendo centrale il tema delle competenze necessarie per utilizzarle.

Come l’intelligenza artificiale viene utilizzata nella pratica sanitaria

Un esempio concreto arriva dalla diagnostica per immagini, dove l’intelligenza artificiale viene già impiegata anche nei pronto soccorso. La tecnologia può individuare elementi specifici nelle immagini mediche, come nel caso di una radiografia del femore in cui il sistema segnala il punto da osservare con un’indicazione visiva. Il radiologo verifica il risultato, conferma la diagnosi e completa il percorso con la propria valutazione professionale. Questo utilizzo mostra come l’AI sia entrata in alcune attività sanitarie quotidiane senza sempre essere percepita dai pazienti.

L’impiego dell’intelligenza artificiale in sanità riguarda anche la gestione delle informazioni e dei dati clinici, ambiti nei quali vengono sviluppati progetti per favorire un utilizzo più efficace delle tecnologie disponibili. I dati sanitari rappresentano una componente centrale per l’evoluzione dei sistemi basati sull’AI, ma il loro impiego richiede strumenti organizzativi e competenze specifiche. La discussione sulla governance nasce proprio dalla necessità di creare un equilibrio tra innovazione tecnologica, responsabilità professionale e funzionamento dei servizi sanitari.

La governance dell’AI sanitaria al centro del confronto internazionale

Durante la conferenza mondiale sull’intelligenza artificiale applicata alla salute è emerso il divario tra la rapidità con cui gli strumenti di AI vengono adottati e la capacità dei sistemi sanitari di aggiornare regole e responsabilità. L’OMS ha sottolineato che la governance deve tenere il passo con l’adozione, perché l’utilizzo delle nuove tecnologie coinvolge direttamente il lavoro degli operatori sanitari e l’organizzazione dell’assistenza. La crescita dell’AI negli ospedali rende quindi necessario un confronto sulle modalità con cui queste soluzioni vengono integrate.

La presenza dell’intelligenza artificiale nei percorsi sanitari apre anche il tema del rapporto tra tecnologia e professionisti. Gli strumenti basati sull’AI vengono utilizzati come supporto alle attività di medici e operatori sanitari, senza sostituire il ruolo professionale nella valutazione e nella decisione finale. L’esperienza quotidiana dei sistemi sanitari mostra una trasformazione già in corso, mentre il dibattito internazionale si concentra sulle regole, sulla formazione e sui meccanismi di responsabilità collegati a questa evoluzione.

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