Cop28: tra speranze e delusioni, il futuro del pianeta in bilico

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Perché c'è una Cop28? Perché le precedenti 27 non sono state sufficienti. E perché? Perché il mondo economico e politico ha presentato, anno dopo anno, la decarbonizzazione come un obiettivo molto costoso da raggiungere, un fardello che richiede sacrifici economici e perdite di posti di lavoro.

Se vi venisse proposto qualcosa di totalmente contrario ai vostri interessi, lo fareste? Ovviamente no. Eppure è questo che i decisori di tutto il mondo hanno l'impressione che venga loro propinato alle conferenze sul clima.

La Cop28 di Dubai volge al termine ed è già tempo di bilanci. Come ogni anno e, come spesso succede in ogni tipo di trattativa, le discussioni continueranno oltre al limite temporale fissato all’inizio. Ma già sappiamo una cosa: come sempre, si arriverà a un compromesso che scontenterà a destra e a sinistra, molto probabilmente i ragazzi di Fridays for future, ma forse anche i “negazionisti” del cambiamento climatico.

Pecoraro Scanio ha definito la Cop28 un "flop", accusando i leader di essere "ipocriti e inetti". I giovani del mondo assistono a una scandalosa sceneggiata mentre temono un futuro nel caos climatico. Anche il piccolo risultato del fondo per aiutare i paesi poveri danneggiati rischia di essere un nulla di fronte al fallimento dell'impegno principale.

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