L'étoile e il genio maledetto: Roberto Bolle danza Caravaggio a Palermo

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C'è un momento, nella preparazione di uno spettacolo, in cui l'arte si fa pellegrinaggio. E così Roberto Bolle, che sabato sera calcherà il palcoscenico del Teatro Massimo per indossare i panni di Michelangelo Merisi nella prima del balletto "Caravaggio", ha voluto che la sua presenza a Palermo non si limitasse alle prove in Sala degli Stemmi, ma si estendesse fino all'oratorio di San Lorenzo, là dove, nel lontano 1969, la Natività del Caravaggio venne trafugata per non fare mai più ritorno.

Un gesto che sa di rispetto, quasi una preghiera laica davanti al vuoto lasciato da quella tela, a suggellare un legame profondo tra l'interprete e il soggetto della sua prossima fatica, tra la fisicità del danzatore e l'assenza del dipinto che, in un certo senso, egli si appresta a rievocare attraverso il movimento.

Un ritorno atteso diciannove anni dopo

L'appuntamento, in programma per sabato 20 giugno alle ore 20.00, segna il ritorno dell'étoile nel capoluogo siciliano dopo una assenza che durava ormai dal 2007, e non si tratta certo di un ritorno qualunque.

Il balletto contemporaneo in due atti, che vanta la firma del coreografo Mauro Bigonzetti – già direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e dell'Aterballetto, nonché autore conteso dalle compagnie più prestigiose, dal New York City Ballet al Bolshoi – si annuncia come un'esplorazione intima e potente della linea sottile che separa luce, arte e dannazione nell'universo interiore del pittore lombardo.

Le musiche, curate da Bruno Moretti, si nutrono di suggestioni monteverdiane e saranno eseguite dall'Orchestra del Teatro Massimo sotto la direzione di Charlotte Politi, figura di spicco della scena internazionale; a completare il quadro scenico contribuiscono le scene e le luci di Carlo Cerri e i costumi di Kristopher Millar, a testimonianza di un allestimento di altissimo profilo che arriva a Palermo dopo essere stato ospitato dalla Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino.

Il cast tra stelle internazionali e talenti locali

Bolle, che ha fatto di questa coreografia uno dei suoi cavalli di battaglia a livello internazionale, vestirà i panni del "pittore maledetto" nelle recite del 20, 21, 23 e 24 giugno, e al suo fianco, a ricoprire il ruolo cardine della "Luce", ci sarà Maria Khoreva, solista del Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, che il New York Times ha inserito tra le otto personalità più influenti della danza mondiale.

Una scelta, questa, che sottolinea la vocazione internazionale del progetto, ma che non dimentica le radici locali: nelle recite successive del 25 e 26 giugno, infatti, il testimone passerà ai talenti del Corpo di ballo della Fondazione, guidato dal direttore Jean-Sébastien Colau, con il palermitano Alessandro Casà, cresciuto tra le fila dei giovani danzatori del Massimo prima di diplomarsi all'Opera di Roma, a interpretare il ruolo del protagonista, mentre il ruolo di Luce sarà affidato a Martina Pasinotti, entrambi colonne dell'ensemble cittadino dal 2019.

L'arte e la città: un dialogo che si fa incontro

L'iniziativa culturale, però, non si esaurisce nel perimetro del teatro di via Maqueda, ma si allarga idealmente alla città con un appuntamento speciale che si terrà lunedì 22 giugno al Grand Hotel et Des Palmes. Organizzato in collaborazione tra il Gruppo Mangia's e la Fondazione Roberto Bolle, l'incontro, che vedrà l'étoile dialogare con i ragazzi provenienti da diverse aree della città, nasce con l'intenzione di dimostrare come la disciplina e la passione per la danza possano rivelarsi strumenti straordinari di crescita personale e inclusione.

Un modo, questo, per ricambiare l'abbraccio di una città che si appresta a vivere una settimana di grande teatro, restituendo alle nuove generazioni un assaggio di quel mondo fatto di sacrificio e bellezza che il palcoscenico del Massimo si appresta a celebrare.

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