Sinner-Djokovic, la semifinale che vale una carriera: Cahill svela le carte

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Darren Cahill, l’australiano che insieme a Simone Vagnozzi ha plasmato il tennis di Jannik Sinner, non nasconde l’attesa per la semifinale del Roland Garros contro Novak Djokovic. «La prima parola che mi viene in mente è: eccitazione», ammette il coach, che ha osservato da vicino il serbo durante il match contro Alexander Zverev. Un confronto in cui il veterano, nonostante i suoi 38 anni e un inizio in salita, ha dimostrato ancora una volta di saper dominare quando la posta è più alta.

«Sinner è pronto», assicura Cahill, sottolineando come il sudtirolese abbia superato le tensioni che lo accompagnavano all’inizio della carriera. «Era stressato dai dettagli, ora ha capito che il tennis non è vita». Una maturità che potrebbe fare la differenza contro Djokovic, reduce da una vittoria in quattro set (4-6, 6-3, 6-2, 6-4) sul tedesco, numero 3 del ranking. «Sarà una battaglia epica», avverte il tecnico, senza nascondere le difficoltà che attendono il suo pupillo.

Djokovic, dal canto suo, non ha dubbi: «Ho dimostrato a me stesso e agli altri che posso ancora giocare al massimo livello». Con 24 Slam alle spalle e 101 vittorie a Parigi, il campione serbo sa bene che ogni sfida è un pezzo di storia. Quella di domani, però, ha un sapore particolare: Sinner, fresco della vetta mondiale, rappresenta il presente e il futuro del tennis.

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