Autovelox illegali scatenano polemiche in Italia
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Redazione Interno
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La recente denuncia di autovelox illegali in Italia ha sollevato un'ondata di polemiche. L'Associazione per la migliore tutela ha presentato esposti in Procura, puntando il dito contro sindaci, prefetti, forze dell'ordine e magistrati.
Denuncia contro produttori e autorità
Il caso del rilevatore di velocità nella tangenziale di Treviso ha acceso la miccia. La denuncia è stata estesa ai produttori dell'apparecchio e alle varie autorità per le presunte "condotte omissive perpetrate a danno della collettività".
L'esposto arriva alle alte cariche dello Stato
L'esposto è già arrivato sulle scrivanie delle più alte cariche dello Stato: dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla premier Giorgia Meloni, passando per i presidenti di Corte Costituzionale e Cassazione.
La reazione degli automobilisti
La notizia ha suscitato grande interesse tra gli automobilisti, molti dei quali sperano che la multa venga tolta. Quando si parla di autovelox, è importante prestare attenzione a due aspetti: l'importanza di uno strumento nato per tutelare i guidatori attraverso una regolamentazione coercitiva dei limiti di velocità.
Denuncia a Treviso
A Treviso è stata presentata una denuncia contro i produttori di autovelox e i sindaci per l'utilizzo illegale di autovelox per fare cassa sulla pelle della collettività. La denuncia, inviata "a tutte le Procure competenti", è una risposta all'esplosione del "caso Treviso" con le multe in tangenziale cancellate dalla Cassazione. La denuncia punta il dito contro le società che hanno prodotto le apparecchiature, contro il ministero dei Trasporti di Matteo Salvini e contro i prefetti.




