Ospedali migliori Italia, Sesto e Bassini compaiono nella classifica mondiale di Newsweek

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’edizione 2026 della classifica “World’s Best Hospitals”, quella pubblicata dalla rivista americana Newsweek in collaborazione con la piattaforma statistica Statista, ha visto la partecipazione di migliaia di strutture sanitarie, oltre duemilacinquecento per la precisione, distribuite in trentadue Paesi del mondo, e tra queste figurano anche due realtà ospedaliere della cintura nord di Milano. Si tratta dell’Ospedale di Sesto San Giovanni e dell’Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo, i due presidi che fanno capo all’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Nord Milano, i quali, nella valutazione complessiva che porta all’individuazione delle duecentocinquanta eccellenze globali, hanno ottenuto un posizionamento tale da rientrare tra i migliori d’Italia. La graduatoria, giunta alla sua ottava edizione, non si limita a fotografare la reputazione delle strutture, ma affonda l’analisi in un ventaglio piuttosto ampio di parametri: si parte dalle raccomandazioni di esperti del settore – medici, direttori sanitari e professionisti vari – per poi incrociare i dati con gli indicatori di qualità delle cure erogate, con l’esperienza riferita direttamente dai pazienti e con i questionari standardizzati, noti come Patient-Reported Outcome Measures, che misurano la percezione dei degenti sugli esiti delle terapie. Un meccanismo di valutazione complesso, quello messo a punto da Statista, che assegna un peso specifico a ciascun indicatore, restituendo infine un indice composito grazie al quale è possibile stilare la classifica globale e quelle nazionali.

I criteri che premiano le strutture dell’Asst Nord Milano

L’inserimento dei due ospedali nell’elenco delle strutture d’eccellenza non è un dettaglio da poco, se si considera che la selezione avviene su scala planetaria e coinvolge realtà sanitarie tra le più avanzate e rinomate, come la Mayo Clinic di Rochester, che anche quest’anno si conferma al vertice assoluto, seguita dal Toronto General Hospital e dalla Cleveland Clinic. Il Policlinico Universitario Gemelli di Roma, che è il primo degli italiani in classifica, occupa la trentatreesima posizione mondiale, un risultato che migliora il piazzamento delle precedenti edizioni, ma ciò che interessa la realtà lombarda è la presenza, diffusa e consolidata, di numerosi presidi ai primi posti della graduatoria nazionale. La Lombardia, del resto, piazza cinque suoi ospedali tra i primi otto in Italia, con il Niguarda di Milano al quarantatreesimo posto globale, seguito da Humanitas, San Raffaele, Papa Giovanni di Bergamo e San Matteo di Pavia, a testimonianza di un sistema sanitario regionale che regge il confronto con i grandi centri internazionali. Ed è in questo contesto di eccellenza diffusa che vanno lette le posizioni del “Città di Sesto San Giovanni” e del Bassini: non si tratta di strutture che competono per i primati mondiali con i giganti americani o tedeschi, ma di presidi territoriali che, nella complessa architettura della sanità lombarda, rappresentano un punto di riferimento solido per i cittadini, tanto da essere inclusi da Newsweek tra i migliori d’Italia.

Il posizionamento di Sesto e Cinisello nella geografia sanitaria

L’Asst Nord Milano, che governa entrambi gli ospedali, si trova così a gestire due realtà riconosciute a livello internazionale per la qualità dei servizi offerti, un riconoscimento che arriva al termine di un’analisi che, come detto, non si basa solo sulla fama, ma anche su dati oggettivi relativi all’organizzazione e agli esiti delle cure. L’Ospedale di Sesto San Giovanni e quello di Cinisello Balsamo, seppur non citati nel dettaglio delle posizioni nella top two hundred fifty globale – spazio riservato alle strutture di altissima specializzazione –, beneficiano di una valutazione complessiva che li colloca comunque tra le realtà nazionali meritevoli di menzione. Un risultato che assume un rilievo particolare se si pensa alla funzione che questi ospedali svolgono quotidianamente per un bacino d’utenza popoloso come quello della provincia di Milano, alle prese con patologie che richiedono risposte tempestive e competenze specifiche. La presenza di reparti come l’oncologia al Bassini, che si occupa di accertamenti diagnostici complessi, di trattamenti chemioterapici e della gestione delle tossicità correlate alle terapie, rappresenta un tassello fondamentale nella rete di prossimità, e il fatto che questo lavoro venga riconosciuto da una rivista come Newsweek non è privo di significato.

L’approccio metodologico della rivista americana

La metodologia adottata per l’edizione 2026, d’altronde, ha voluto mettere l’accento proprio sugli esiti riferiti dai pazienti, i cosiddetti Patient-Reported Outcome Measures, e sull’implementazione di sistemi di rilevazione che diano voce a chi le cure le riceve, un aspetto che da solo contribuisce per una percentuale significativa al punteggio finale, insieme ai dati classici sulla sicurezza e sulla qualità clinica. I questionari standardizzati compilati dai degenti, le rilevazioni sull’esperienza complessiva durante la degenza, la percezione della pulizia e dell’efficienza organizzativa, tutto concorre a determinare quel punteggio che, aggregato e ponderato, porta all’inclusione o meno nell’elenco dei migliori. Un sistema che premia quindi non solo la capacità di attrarre professionisti di chiara fama o di disporre di tecnologie all’avanguardia, ma anche la quotidianità del rapporto tra personale sanitario e pazienti, quell’insieme di piccoli e grandi gesti che fanno la differenza nella percezione della qualità di un ospedale. Ecco allora che il riconoscimento ottenuto dall’Ospedale di Sesto San Giovanni e dal Bassini assume i contorni di una fotografia scattata su più livelli, dove la competenza clinica si intreccia con la capacità di ascolto e con l’efficienza organizzativa.

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