Crema, da domani stop ai veicoli più inquinanti per tre giorni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Crema, come in gran parte della Bassa lombarda, l’aria è ormai irrespirabile da diversi giorni, un problema cronico che le condizioni meteorologiche, tendenzialmente staboli e poco favorevolo alla dispersione degli agenti inquinanti, non fanno che aggravare. I dati tecnici, quelli che hanno un valore ufficiale e che costringono le amministrazioni a intervenire, parlano chiaro: le centraline dell’Arpa hanno registrato, nei giorni scorsi, un superamento consecutivo della soglia limite di PM10, il particolato fine che rappresenta una delle minacce più insidiose per la salute pubblica. È sulla base di questi numeri, e considerando le previsioni che non lasciano intravedere un miglioramento immediato, che la Regione Lombardia ha disposto l’attivazione delle cosiddette misure temporanee di primo livello, le quali, sebbene costituiscano un intervento di carattere emergenziale, rientrano in una strategia più ampia finalizzata a contenere l’impatto dello smog.

I divieti nella fascia diurna

Le limitazioni al traffico, che rappresentano la parte più visibile e tangibile del provvedimento per la maggior parte dei cittadini, scatteranno a partire da domani, martedì 14 ottobre, e saranno efficaci fino a giovedì 16 ottobre. Il blocco, che si applica nella fascia oraria che va dalle 7.30 alle 19.30, colpirà una platea piuttosto ampia di veicoli, considerati tra i maggiori responsabili delle emissioni inquinanti. Resteranno infatti ferme, salvo le eccezioni previste dalla normativa, tutte le autovetture e i mezzi commerciali di categoria Euro 0 ed Euro 1, a prescindere dal loro tipo di alimentazione, ai quali si aggiungono, in maniera più specifica, quelli di classe Euro 2, Euro 3 ed Euro 4 che, però, funzionano a gasolio. Si tratta di un intervento mirato, che punta a selezionare i veicoli più obsoleti e inquinanti nel parco circolante.

Un provvedimento regionale coordinato

La misura che interessa Crema e il suo territorio non è un caso isolato, bensì parte di un’azione coordinata che coinvolge gran parte della regione. La stessa delibera regionale, la numero 2634 del 2024, estende le medesime restrizioni a tutte le province in cui è stato accertato il superamento dei limiti, ovvero oltre a Cremona anche Monza, Lodi, Milano, Bergamo e Pavia. Questo approccio uniforme, se da un lato evidenzia la dimensione regionale del fenomeno dell’inquinamento atmosferico, dall’altro assicura che la risposta sia organica e non frammentata, evitando che le misure adottate in un’area possano essere vanificate dalla libera circolazione in quelle limitrofe.

Oltre il traffico: le altre restrizioni

Sebbene il blocco dei veicoli catturi l’attenzione principale, il pacchetto di misure non si esaurisce con le limitazioni alla circolazione. Nei Comuni interessati dall’ordinanza, infatti, scatteranno anche altri divieti significativi. Viene infatti vietato l’utilizzo degli impianti termici a biomassa legnosa con un rendimento inferiore o pari alle tre stelle, una mossa che mira a ridurre le emissioni inquinanti derivanti dal riscaldamento domestico, fonte non trascurabile di particolato. Parallelamente, viene imposta una stretta anche sulle attività agricole, con il divieto di spandimento dei liquami zootecnici se non avviene attraverso l’iniezione diretta nel terreno o un interramento immediato, pratiche che limitano la dispersione in atmosfera di sostanze inquinanti.

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