Curro medita un piano estremo per Jana ne La Promessa
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La ricerca della verità, che spesso si trasforma in un'ossessione capace di offuscare la ragione, sta spingendo Curro verso un baratro dal quale potrebbe non esserci ritorno. Dopo la sconvolgente notizia della morte del dottor Gamarra, avvenimento che ha gettato un'ombra sinistra sulla tenuta, il giovane è ormai fermamente convinto che dietro la dipartita di Jana si nasconda un delitto. Non più disposto a subire passivamente i colpi del destino o a fidarsi delle versioni ufficiali, egli ha deciso di agire in prima persona, architettando una strategia che, per la sua natura radicale, lo spaventa persino. Il suo obiettivo, come si intuisce dalle mosse che sta per compiere, è quello di ottenere una prova inconfutabile, l'unica che ritiene possa squarciare il velo di menzogne: riesumare il Corpo della donna amata. Un'azione che, oltre a violare ogni norma del rispetto per i defunti, rappresenta un salto nel buio le cui conseguenze sono del tutto imprevedibili.
Un coinvolgimento pericoloso
Per portare a termine un disegno tanto macabro, Curro sa di non poter rimanere solo e, in un calcolo forse dettato più dalla disperazione che dalla lucidità, pensa di coinvolgere Pia. La sua compagna di indagini, la cui lealtà è stata messa a dura prova in numerose occasioni, si troverà dunque davanti a una scelta lacerante: assecondare la follia investigativa di Curro, accettando di violare la sacralità di una tomba, oppure tentare di farlo ragionare, con il rischio di vederlo sprofondare ancor più nella sua paranoia. Il piano, che prenderà forma nella puntata in onda venerdì 24 gennaio su Rete4, promette di alterare per sempre gli equilibri già precari all'interno del palazzo, dove i segreti sepolti sembrano lottare per venire a galla con violenza inaudita.
Le conseguenze di una rivelazione
Mentre Curro si prepara al suo gesto estremo, altre vicende procedono parallele nella tenuta dei De Luján. Manuel, altro perno di questa intricata saga familiare, troverà conforto in Nica e Antonio, in una scena che offre un momentaneo, seppur fragile, respiro dalle tensioni che attanagliano i personaggi. Questi momenti di dialogo, tuttavia, rischiano di essere presto travolti dall'uragano che potrebbe scatenarsi se il piano di Curro dovesse concretizzarsi. L'idea stessa di una riesumazione clandestina, oltre a costituire un reato, getterebbe una luce spietata su dinamiche familiari già corrose dal sospetto, costringendo tutti a fare i conti con una verità che molti, forse, preferirebbero rimanesse sepolta.
Il peso di un sospetto
La determinazione di Curro nasce da un'intuizione precisa: Jana sarebbe stata avvelenata. Un'ipotesi che, da mero sospetto, si è trasformata in una certezza granitica dopo la misteriosa dipartita del dottor Gamarra, evento percepito non come una tragica coincidenza ma come una tappa di un disegno criminoso più ampio. La serialità degli eventi negativi, che sembrano colpire sistematicamente chi orbita attorno a quel mistero, alimenta la sua convinzione e lo spinge verso soluzioni estreme. La narrazione, ambientata nei dintorni di Cordova, continua a dipanarsi ogni sera, mostrando come la ricerca della giustizia possa a volte assumere le forme distorte di una vendetta personale, con il rischio di annullare la differenza tra vittima e carnefice.




