Serie A, la classifica aggiornata dopo il posticipo: la Fiorentina respira, la Cremonese non vince dal 7 dicembre

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Ha avuto il sapore di una vera e propria svolta, per quanto ancora tutto possa accadere in questa fase del campionato, la netta affermazione della Fiorentina sul campo della Cremonese, un 4-1 maturato allo stadio Zini che ha chiuso il programma della ventinovesima giornata di Serie A. La formazione guidata da Paolo Vanoli, chiamata a rispondere presente in uno scontro diretto di capitale importanza per la lotta salvezza, ha letteralmente travolto i grigiorossi con una prestazione solida e concreta, mettendo in filo una serie di marcature che hanno spento sul nascere le speranze dei padroni di casa. Il successo, costruito già nella prima frazione di gioco grazie alle reti di Fabiano Parisi e Roberto Piccoli, ha consentito ai viola di operare un balzo in classifica non indifferente, scavalcando il Lecce e attestandosi al sedicesimo posto con ventotto punti. Un tesoretto, questo, che acquista un valore ancora più specifico se rapportato ai ventiquattro punti totali della Cremonese, la quale, complice la sconfitta, vede aumentare a quattro le lunghezze di ritardo dalla zona che condanna alla retrocessione diretta.

Nel dettaglio della contesa, l'approccio della Fiorentina è apparso sin da subito quello di chi ha chiara l'importanza della posta in palio, e nonostante un iniziale tentativo di reazione da parte dei lombardi, con un pericolo creato da Bonazzoli che ha impegnato De Gea, la musica è presto cambiata. Al venticinquesimo, una conclusione di Parisi, forse non irresistibile, si è infilata in rete grazie a una deviazione decisiva che ha spiazzato il portiere Audero, sbloccando l'equilibrio. Il raddoppio, sette minuti più tardi, è stato invece il frutto di una ripartenza fulminea e di un inserimento perfetto di Piccoli, abile a superare il estremo difensore avversario con un sinistro angolato su assist di Gosens. Nella ripresa, poi, la Fiorentina ha chiuso definitivamente i conti: Dodo, con una progressione palla al piede partita dalla propria metà campo, ha saltato due avversari come birilli prima di depositare il pallone in rete con freddezza, realizzando una delle reti più belle della serata. I padroni di casa hanno trovato la forza per accorciare le distanze con Okereke, rientrato da poco in gruppo, al cinquantasettesimo, ma era ormai palese la differenza di passo e lucidità tra le due compagini.

La sfida allo Zini ha messo in luce, in controluce, le difficoltà enormi che sta vivendo la Cremonese di Davide Nicola, una squadra costruita per restare in categoria ma che sembra aver smarrito la bussola in questo girone di ritorno. L’ultima affermazione in campionato dei grigiorossi, ed è un dato oggettivamente pesante da portare sulle spalle, porta la data del sette dicembre, quando riuscirono a superare il Lecce. Da quel momento, la squadra lombarda ha collezionato appena quattro punti in quattordici gare, un ruolino di marcia da retrocessione che sta minando certezze e classifica. E non è solo una questione di risultati, ma anche di produzione offensiva: i numeri parlano di appena quattro reti realizzate in questo stesso arco temporale, una sterilità che rende ogni partita una salita impervia, specialmente quando si incassa una goleada come quella subita dai viola.

Lo strappo viola e la caduta grigiorossa

La vittoria della Fiorentina non è stata solo una questione di punti, ma ha rappresentato una boccata d’ossigeno pura per l’ambiente, reduce da un periodo altalenante. La manovra dei toscani è apparsa fluida e le scelte di Vanoli, che ha ridisegnato la squadra con l’innesto di giocatori come Gudmundsson (poi andato in gol nel finale) e la conferma di Piccoli come terminale offensivo, hanno pagato in modo evidente. La sensazione, al termine del match, era quella di una squadra che ha finalmente trovato una quadratura e una continuità di gioco che in passato erano mancate, come dimostra anche la recente affermazione in Conference League contro il Rakow. Per la Cremonese, invece, la notte si fa sempre più buia: la zona salvezza, adesso, si trova a quattro punti, e la striscia di sconfitte consecutive (quattro, considerando anche i ko con Parma e le altre dirette concorrenti) inizia ad assumere i contorni di un’emergenza tecnica e psicologica. La squadra di Nicola è chiamata a un immediato cambio di rotta, ma il calendario e la scarsa vena realizzativa non lasciano presagire nulla di buono.

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