Morte di Fakir a Bologna, che fine hanno fatto i poliziotti coinvolti: non sono sospesi, ma non sono al lavoro. E Nordio frena sullo scudo penale

Gli agenti hanno 23 e 28 anni, uno è in licenza programmata, l'altro in malattia con 12 giorni di prognosi per i morsi ricevuti Non sono stati sospesi dal servizio, ma di fatto non si trovano al lavoro. A due giorni dalla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto domenica pomeriggio in via Svevo a Bologna durante un intervento delle forze dell’ordine, si chiarisce la situazione dei due agenti del commissariato Bolognina Pontevecchio rimasti coinvolti nella vicenda. (Open)

Ne parlano anche altre fonti

Un'ottantina di agenti feriti, tutti costretti a ricorrere alle cure sanitarie e refertati per traumi e policontusioni. «Noi come famiglia ci dissociamo completamente dagli scontri avvenuti dopo l'intervento in piazza. (Il Messaggero)

È il quadro dei precedenti giudiziari di Abderahhim Fakir ricostruito dal segretario generale del Coisp, Domenico Pianese, mentre la Procura di Bologna prosegue gli accertamenti sulla morte dell'uomo durante l'arresto, invitando ad attendere l'esito dell'autopsia prima di trarre conclusioni. (Il Giornale d'Italia)

Guerriglia a Bologna. Nipote di Fakir: ci dissociamo dagli scontri (Tv2000)

Meloni condanna la «violenza ingiustificabile» contro la polizia a Bologna. E FdI rilancia il ddl contro i risarcimenti

Ci sono almeno due video registrati prima del momento in cui gli agenti piombano sul corpo di Fakir per immobilizzarlo. (Il Giornale d'Italia)

La nipote di Fakir condanna gli scontri. Ci dissociamo”. (RaiNews)

È finita la guerriglia urbana, ma non quella politica. Bologna rimane ancora epicentro delle polemiche dopo la morte di Abderrahim Fakir, il quarantaduenne di origini marocchine deceduto dopo un intervento di due poliziotti (che sono «sconvolti», dice il loro legale) e quattro sanitari della Croce Rossa. (Avvenire)