Baroni: "La Lazio è una bella squadra, ma non ancora grande"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   In vista del match contro il Milan, valido per il 27° turno di Serie A, il tecnico della Lazio, Marco Baroni, è intervenuto in conferenza stampa per rispondere alle critiche che hanno investito la sua squadra e alcuni giocatori negli ultimi giorni. «Le critiche fanno parte del gioco», ha dichiarato, «noi siamo una bella squadra che fa un buon calcio, ma non siamo ancora una grande squadra». Un’affermazione che, se da un lato riconosce i progressi fatti, dall’altro lascia intendere che il percorso verso l’eccellenza è ancora lungo.

Baroni ha poi affrontato il tema delle polemiche arbitrali che stanno animando il dibattito nel calcio italiano. «Il calcio non è mio, non è delle società, ma della gente», ha sottolineato, rimarcando come il movimento debba lavorare per migliorarsi nel suo complesso, non solo attraverso le prestazioni delle squadre. «La stessa attenzione che rivolgo verso la mia squadra», ha aggiunto, «la devono avere gli organi competenti per migliorare o puntualizzare qualcosa». Un messaggio chiaro, che invita a una riflessione più ampia sul ruolo degli arbitri e delle istituzioni nel garantire un gioco più equo e trasparente.

La Lazio, attualmente impegnata nella lotta per un posto in Champions League, si prepara a una trasferta delicata a San Siro, dove affronterà il Milan domenica 2 marzo alle 20:45. Per i biancocelesti si tratta della seconda visita milanese in pochi giorni, dopo la sconfitta in Coppa Italia contro l’Inter, un match che ha sollevato non poche polemiche. Baroni, tuttavia, ha preferito non alimentare ulteriori discussioni: «Siamo dispiaciuti per l’eliminazione subita dall’Inter perché ci tenevamo alla Coppa Italia, ma la rabbia è un sentimento che non porta a nulla. Dobbiamo essere fiduciosi e ottimisti per il futuro».

Il tecnico ha poi ribadito l’importanza di dimostrare sul campo la crescita della squadra, soprattutto in un contesto come quello di San Siro, spesso considerato un terreno ostico per le formazioni avversarie. «Infrangere il tabù San Siro», ha detto, «sarebbe un segnale importante per difendere l’Europa e dimostrare la maturazione della Lazio». Un obiettivo ambizioso, che passa anche dalla capacità di reagire alle difficoltà e di mantenere la concentrazione sui traguardi stagionali.

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