Iva Zanicchi dice addio ai concerti, ma non allo spettacolo: "Ultimo anno, è troppo"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La notizia, per quanto atteso in un certo senso, ha dell'incredibile. Iva Zanicchi, l'Aquila di Ligonchio, ha annunciato che il 2026 sarà l'ultimo anno di concerti della sua carriera. Una decisione che, a 86 anni compiuti lo scorso 18 gennaio, suona come un atto di giudizio più che di resa, una presa di coscienza dopo una vita passata a solcare i palchi di tutto il mondo. La rivelazione è arrivata attraverso le pagine del settimanale Oggi, dove la cantante ha spiegato senza troppi giri di parole le ragioni di un addio che, va detto, non è un ritiro definitivo dalle scene.

Il peso del palco e la fatica dei viaggi

Intervistata dal settimanale, la Zanicchi non ha usato mezzi termini per descrivere lo stato d'animo che l'ha portata a questa scelta. "Sono una cretina, andare in giro così è pazzesco, è troppo", ha dichiarato, con quella schiettezza che da sempre la contraddistingue e che il pubblico ha imparato ad amare. Il riferimento è al logorante tour de force che la vita on the road impone, una sequenza di trasferte, alberghi e preparativi che a una certa età, anche per una donna dal carattere granitico, comincia a farsi sentire.

"Ma è l'ultimo anno, eh, poi di concerti non ne faccio più", ha ribadito, fissando un confine temporale ben preciso alla sua carriera live. La frase, secca e senza appello, sembra suggellare un patto con se stessa, una promessa per il futuro che lascia poco spazio a ripensamenti.

Un futuro in televisione e i nuovi progetti

La precisazione, però, è d'obbligo. Chiudere con la musica dal vivo non significa chiudere con il mondo dello spettacolo. La Zanicchi ha infatti lasciato intendere che la sua voglia di fare e di stare davanti al pubblico è tutt'altro che sopita. "Se Dio mi dà la fortuna di campare, magari faccio la tv e altre cose, ma basta cantare", ha spiegato, aprendo a scenari futuri che potrebbero vederla ancora protagonista sul piccolo schermo. Un cambio di passo, dunque, più che un punto di arrivo.

D'altronde, la sua carriera è stata sempre un intreccio di musica e televisione, e non è difficile immaginare che la sua verve e la sua ironia possano trovare nuova linfa in formati televisivi a lei congeniali.

La carriera di un'icona e il peso dei riconoscimenti

La decisione arriva al culmine di una carriera che l'ha vista salire per tre volte sul gradino più alto del podio del Festival di Sanremo, con le vittorie del 1967 con "Non pensare a me", del 1969 in coppia con Bobby Solo grazie a "Zingara" e del 1974 con "Ciao cara come stai". Un palmares che pochi artisti possono vantare, che l'ha resa una delle voci più potenti e riconoscibili della musica leggera italiana e che l'ha portata a calcare palcoscenici prestigiosi come il Madison Square Garden di New York.

La scelta di chiudere con i concerti proprio nel 2026, forse, non è casuale: un ultimo giro d'onore per celebrare un legame indissolubile con il pubblico, quello che l'ha seguita per oltre sessant'anni e che ancora oggi la riempie di soddisfazioni, come dimostrano le targhe e le cittadinanze onorarie ricevute nei giorni scorsi nei suoi luoghi d'origine, Ligonchio e Vaglie, nonostante un episodio di vandalismo che ha colpito uno dei cartelli a lei dedicati.

Un addio annunciato, ma con stile

L'annuncio di Iva Zanicchi non è, dunque, un commiato malinconico. È piuttosto la dichiarazione di un'artista che, pur riconoscendo i propri limiti, intende continuare a essere protagonista del mondo dello spettacolo, cambiando semplicemente le modalità. L'ultimo anno di concerti si preannuncia come un lungo e meritato saluto a quella dimensione, quella del contatto diretto con la gente, che più di ogni altra l'ha resa grande.

E mentre il 2026 si consuma tra una data e l'altra, i fan sanno che stanno assistendo agli ultimi atti di una storia lunga una vita, scritta con la voce e con il carattere di una donna che non ha mai avuto paura di dire la sua.

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