L'Inter perde Khalaili, si riapre la caccia all'erede di Dumfries tra sogni e profili concreti
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Redazione Sport
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Il mercato dell'Inter, per quanto riguarda la fascia destra, ha subito un nuovo, brusco stop che costringe la dirigenza a rimettere mano al taccuino dopo che la trattativa per Anan Khalaili è sfumata definitivamente. L'esterno israeliano, classe 2004, non ha superato le visite mediche di idoneità sportiva richieste dal Coni, un verdetto che ha chiuso ogni possibilità di approdo a Milano e che ha spinto il presidente Beppe Marotta a comunicare ufficialmente il lieto fine che non c'è stato.
Il club, che aveva trovato un accordo con l'Union Saint-Gilloise sulla base di circa 25 milioni di euro, si è dunque trovato a dover incassare un colpo che, per usare le stesse parole del numero uno nerazzurro, genera "rammarico", anche perché arriva dopo una lunga estate di tentativi andati a vuoto nella ricerca del sostituto di Denzel Dumfries, ormai approdato al Real Madrid.
Un'estate di passi indietro e una decisione medica che cambia i piani
Il "no" del Coni ha rappresentato il capitolo conclusivo di una vicenda che si era già fatta complicata nei giorni precedenti, quando i primi accertamenti avevano sollevato dei dubbi che solo gli approfondimenti del caso hanno purtroppo confermato per il club. A parlare della situazione è stato direttamente Marotta, il quale ha precisato che l'inidoneità non è frutto di una scelta dello staff medico dell'Inter, ma di una decisione presa da un ente terzo, e che la società si deve attenere a una legge sulla tutela della salute che in Italia è particolarmente severa.
Questo epilogo, per la verità, si aggiunge a un'estate già costellata di difficoltà per la corsia destra, dopo che era saltato l'arrivo di Marco Palestra, finito al Chelsea, una vicenda che lo stesso presidente ha definito come un legittimo ripensamento del giocatore. La sensazione che si respira intorno a viale della Liberazione è quella di dover ricominciare da capo, con la necessità di accelerare i tempi per consegnare a Cristian Chivu un nuovo elemento che possa prendere il posto dell'olandese.
Doué resta il sogno proibito, ma il mercato propone anche Molina e Spence
Con la pratica Khalaili ufficialmente archiviata, la dirigenza guidata da Piero Ausilio e Dario Baccin ha immediatamente riaperto il dossier relativo all'esterno, valutando una serie di profili che vanno dal sogno al nome più concreto. In cima alla lista delle preferenze, come riportato da diverse fonti, c'è ancora Guela Doué, l'esterno ivoriano dello Strasburgo che vanta una valutazione non inferiore ai 35-40 milioni di euro, una cifra che al momento rende l'operazione complicata ma non impossibile.
Il fratello della stellina del Psg Désiré è un giocatore che piace da tempo al Milan e che ha già dimostrato il suo valore anche in questa Coppa del Mondo, rappresentando un'opzione di alto profilo che però richiederebbe un investimento importante, forse superiore a quello che l'Inter aveva preventivato per Khalaili.
In alternativa al colpo da novanta, il mercato ha già cominciato a proporre e a far riemergere altri nomi che potrebbero vestire la maglia nerazzurra. Secondo quanto emerso, sono stati proposti alla dirigenza una ventina di profili diversi, ma tra quelli che stanno prendendo piede spiccano Djed Spence del Tottenham, già visto in Serie A con la maglia del Genoa e attualmente impegnato ai Mondiali, e Nahuel Molina dell'Atletico Madrid, un altro giocatore che conosce bene il campionato italiano.
Entrambi rappresenterebbero soluzioni più percorribili rispetto a Doué, con il laterale inglese che avrebbe già fatto capire attraverso i propri agenti di essere favorevole a un trasferimento in caso di accordo tra i club, mentre per l'argentino il club spagnolo non lo considera incedibile. La lista degli osservati speciali, tuttavia, è piuttosto lunga e include anche altri nomi come Rafik Belghali del Verona, valutato circa 15 milioni, Vanderson del Monaco, Givairo Read del Feyenoord e Dan Ndoye, ex Bologna ora al Nottingham Forest.
La strategia: tempi stretti e ottimismo per chiudere entro dieci giorni
Nonostante l'ennesima batosta che ha segnato il mercato dell'Inter in questa sessione estiva, dalla sede del club filtra un certo ottimismo, con l'obiettivo dichiarato di risolvere il rebus legato alla corsia destra entro la prossima settimana. L'idea della dirigenza è quella di prendersi qualche giorno per valutare tutte le opzioni sul tavolo, sondare la fattibilità economica delle operazioni e poi andare a colpo sicuro, come testimoniano le strategie messe in atto per rispondere all'urgenza di Chivu, che attende un titolare per la sua ala.
La fiducia che trapela non è però priva di realismo, perché si è ben consapevoli che per arrivare a Doué, così come per Spence o Molina, servirà un investimento ingente che, come ha ribadito Marotta, dovrà essere "razionale". La sensazione, insomma, è che si stia giocando una partita complessa contro il tempo, dove l'obiettivo primario è scovare il profilo giusto per non arrivare all'inizio del campionato con un reparto ancora incompleto, anche se la strada, per ora, resta tutta in salita.




