Un murale dedicato a Michela Murgia illumina Roma
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Redazione Interno
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Un murale dedicato alla scrittrice sarda Michela Murgia è stato inaugurato a Roma. L'opera, intitolata "Ricordatemi come vi pare", è stata realizzata sull'edificio del V Municipio a Roma dall'artista Laika 1954. Il ritratto della scrittrice è accompagnato da un messaggio potente e decorato con i colori della bandiera arcobaleno della comunità Lgbtqi+.
Un progetto di inclusione
Il progetto è stato autorizzato dal V Municipio e promosso da Arcigay Roma. Le case editrici Einaudi, Mondadori e Rizzoli hanno contribuito alla sua realizzazione. Il murale è diventato un simbolo di inclusione e diversità, un segnale forte di come dovrebbe essere tutta la città, per rendere Roma una città dei diritti.
Una celebrazione della vita e dell'opera di Murgia
Il murale è un tributo alla vita e all'opera di Michela Murgia. Le parole "Ricordatemi come vi pare" sono un invito a ricordare la scrittrice come un simbolo di libertà e di lotta per i diritti. Il murale è diventato un punto di riferimento per la comunità, un luogo dove le persone si fermano per riflettere e celebrare la vita di Murgia.
La reazione della comunità
La comunità ha accolto con entusiasmo l'opera. Nonne e nipoti, studenti e curiosi si sono radunati davanti al murale, alzando la mano come se volessero toccarlo. Il murale è diventato un simbolo di resistenza contro coloro che cercano di strumentalizzare il quartiere per i loro interessi politici.
Parole del sindaco
Il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha espresso il suo apprezzamento per l'opera durante l'inaugurazione. Ha sottolineato l'importanza di avere un murale dedicato a Murgia in un luogo pubblico, come segnale di come dovrebbe essere tutta la città, per rendere Roma una città dei diritti.
Il murale dedicato a Michela Murgia non è solo un'opera d'arte, ma un simbolo di inclusione, diversità e resistenza. È un tributo alla vita e all'opera di una scrittrice che ha dedicato la sua vita alla lotta per i diritti e alla promozione della diversità. È un segnale forte di come dovrebbe essere Roma, una città dei diritti.




