Napoli, fa violentare la madre disabile dal compagno: arrestati figlia e l’uomo
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Redazione Interno
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Il sonno della donna di 59 anni, già segnato da una grave disabilità fisica e psichica, è diventato il teatro di una violenza che sfugge a ogni tentativo di comprensione umana. A Napoli, i carabinieri del nucleo operativo Stella hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di una trentatreenne e del suo compagno, un uomo di 32 anni, gravemente indiziati – secondo quanto ricostruito dalla Procura partenopea – di violenza sessuale aggravata e minacce. La vittima, madre della donna arrestata, sarebbe stata ripetutamente abusata mentre dormiva, in una condizione di totale incapacità di opporre resistenza, aggravata ulteriormente dalle sue condizioni cliniche.
La scoperta grazie all’altra figlia: i video choc consegnati ai militari
A rompere il silenzio su quanto accadeva tra le mura domestiche è stata l’altra figlia della vittima, sorella della donna fermata. È stata lei a presentarsi dai carabinieri e a consegnare loro materiale audiovisivo di una crudezza inaudita: filmati registrati di nascosto, probabilmente dalla stessa trentatreenne, nei quali si vedrebbe l’uomo abusare della 59enne approfittando del suo stato di incoscienza. Quelle stesse immagini, che hanno permesso agli inquirenti di ricostruire la dinamica degli abusi, sono diventate il cardine dell’indagine coordinata dai magistrati della IV sezione della Procura di Napoli, quella dedicata alla tutela delle fasce deboli.
L’accusa e il ruolo della figlia: non solo complicità, ma partecipazione attiva
Alla donna di 33 anni non viene contestato un semplice favoreggiamento. Secondo l’ipotesi accusatoria, lei non solo avrebbe consentito al compagno di violentare la madre, ma avrebbe anche ripreso gli atti con un telefono, partecipando di fatto alla realizzazione delle violenze. L’uomo, dal canto suo, avrebbe abusato della 59enne mentre quest’ultima giaceva nel letto, impossibilitata a reagire o anche solo a comprendere quanto le stava accadendo. Un quadro indiziario che i carabinieri hanno definito “gravemente fondato”, anche grazie alla coerenza tra le dichiarazioni della sorella della vittima e i frammenti video recuperati.
L’indagine della Procura e le tutele per le fasce deboli
Il caso, seguito dalla IV sezione specializzata, ha messo in luce una delle pieghe più oscure della violenza domestica: quella esercitata non solo contro chi non può difendersi, ma con la complicità attiva di chi, per legame familiare, avrebbe dovuto proteggere. La disabilità della vittima – fisica e psichica – l’aveva resa particolarmente vulnerabile, trasformando il suo stesso sonno in un momento di esposizione al rischio. I due arrestati sono ora in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre la madre è stata affidata a strutture protette. Le indagini proseguono per verificare se vi siano stati altri episodi o eventuali ulteriori responsabili.




