L’equinozio di primavera 2025: perché cade il 20 marzo e non il 21
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L’equinozio di primavera, quel momento astronomico che segna l’inizio ufficiale della bella stagione nell’emisfero boreale, è un evento carico di fascino e significati profondi. Nel 2025, però, accade qualcosa di insolito: l’equinozio non si verifica il 21 marzo, come molti potrebbero aspettarsi, bensì il 20 marzo alle 10:01 (ora italiana). Ma perché questa variazione? E cosa rende questo fenomeno così speciale?
La parola “equinozio” deriva dal latino aequinoctium, che significa “notte uguale”, e non a caso. Durante questo evento, i raggi del Sole sono perfettamente perpendicolari all’equatore terrestre, creando un equilibrio unico tra luce e buio: 12 ore di luce e 12 ore di oscurità si alternano in modo perfetto, senza differenze tra emisfero Nord e Sud. Un fenomeno che, oltre a rappresentare un momento di transizione astronomica, ha da sempre ispirato miti, riti e tradizioni in diverse culture.
Ma perché nel 2025 l’equinozio cade il 20 marzo e non il 21? La risposta risiede nella complessità del calendario gregoriano, che non riesce a sincronizzarsi perfettamente con l’anno solare. La Terra, infatti, impiega circa 365 giorni e 6 ore per completare la sua orbita intorno al Sole, e quelle 6 ore in più vengono compensate ogni quattro anni con l’aggiunta di un giorno bisestile. Questo slittamento, però, fa sì che l’equinozio di primavera tenda ad anticipare leggermente nel corso del tempo.
Un altro elemento che rende l’equinozio di primavera un evento unico è il cosiddetto “Diamante di Luce” sul monte Civetta, in Veneto. Tra la Torre d’Alleghe e la Torre di Valgrande, un foro naturale lascia filtrare i raggi del Sole per pochi istanti, creando uno spettacolo suggestivo che celebra simbolicamente il risveglio della natura. Un fenomeno che, ogni anno, attira curiosi e appassionati, pronti a immortalare quel momento magico in cui la luce sembra quasi danzare tra le rocce.




