Paola Ferrari annuncia l'addio alla Rai e critica il modello femminile nel giornalismo sportivo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La storica giornalista sportiva della Rai, Paola Ferrari, ha rilasciato un'intervista al settimanale Chi nella quale ha affrontato diversi temi, dal suo futuro professionale al ruolo delle donne nel giornalismo calcistico. Le sue dichiarazioni, come riportato da diverse testate, hanno fatto immediatamente scattare il dibattito, specialmente per le parole spese riguardo a un certo modo di intendere la professione al femminile, con molte letture che hanno individuato una chiara frecciata nei confronti della collega Diletta Leotta.
Un addio annunciato ai Mondiali della Rai
Nel corso dell'intervista, la conduttrice ha annunciato che quello in corso, i Mondiali del 2026 che sta seguendo su Rai 1, sarà con ogni probabilità il suo ultimo con la televisione pubblica. "Fra uno o due anni, vado in pensione e, magari, il prossimo lo seguirò per un podcast, vediamo cosa succederà", ha dichiarato Paola Ferrari, lasciando intendere che il suo impegno con la Rai volge al termine dopo una lunga carriera.
Un'annuncio che arriva mentre la giornalista è al centro dell'attenzione per il suo ruolo nelle notti mondiali, un impegno che sembra chiudere un cerchio importante del suo percorso professionale.
La stoccata sul modello femminile
Paola Ferrari, senza mai fare esplicitamente il nome di Diletta Leotta, ha poi lanciato una critica piuttosto aspra verso quelle che lei definisce "un certo tipo di donna" nel mondo del calcio. "Perché noi che, con la professionalità e il sacrificio, siamo riuscite ad abbattere certi pregiudizi, non possiamo stare zitte se poi viene sponsorizzato continuamente un esempio femminile che valorizza o punta esclusivamente sull’attrazione fisica suscitata negli uomini come motivo di interesse", ha affermato la giornalista.
Parole che, per molti osservatori, rappresentano un attacco diretto alla conduttrice di Dazn, da sempre al centro del dibattito sul rapporto tra immagine e professionalità nel giornalismo sportivo.
Il rapporto con l'immagine e le critiche
Durante l'intervista, Paola Ferrari ha anche risposto a chi l'ha criticata per il suo aspetto fisico, vittima in queste settimane di episodi di body shaming sui social. "Penso che ognuno di noi debba rispettare il proprio corpo. Mi curo molto, ci tengo al mio aspetto. Sono molto felice di come sono rispetto a chi pensa che una donna, dopo i 60 anni, sia da buttare", ha dichiarato, rivendicando il diritto di sentirsi a proprio agio con la propria immagine.
Un'affermazione che ha sottolineato il paradosso di una critica rivolta a un utilizzo dell'immagine da parte di altre, mentre lei stessa subisce attacchi proprio sul suo aspetto, come evidenziato da alcune riflessioni sui media.
Il carattere e le battaglie passate
La giornalista ha poi ripercorso alcuni momenti meno semplici della sua carriera, raccontando di un episodio in cui, due settimane prima di una partita della Nazionale, le fu comunicato che non avrebbe più seguito l'Italia. "Se sono ancora qui, vuol dire che non mi sono abbattuta", ha commentato, spiegando di aver sempre fatto affidamento sul suo carattere e sulla sua professionalità per superare le difficoltà.
Un carattere che non ha mai nascosto e che, come ha affermato, le ha permesso di costruire un pubblico che la segue da anni, come dimostra la sua longevità in un ambiente competitivo come quello della televisione sportiva.




