Le destre e la strategia dei "regali" elettorali per le Regionali

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Con l’appuntamento ormai prossimo in Campania, Puglia e Veneto, le forze politiche di centrodestra ripropongono una prassi ormai consolidata, che consiste nell’annunciare provvedimenti benefici per gli elettori poco prima del voto. Questa tattica, che alcuni osservatori definiscono un “vizietto” ricorrente, è stata sperimentata in precedenti competizioni regionali, come nelle Marche e in Calabria, dove si ritiene abbia contribuito a sostenere le rielezioni dei governatori uscenti. Ora, l’attenzione si sposta su altri territori, dove si preparano analoghe “mance” per sostenere i candidati di riferimento, in un clima politico nazionale che, stando ai sondaggi, appare piuttosto stabile e privo di grandi scossoni. L’ultima rilevazione demoscopica, infatti, non segnala fluttuazioni significative per i partiti a livello nazionale, nonostante alcuni recenti accadimenti di rilievo che hanno coinvolto le coalizioni.

Il quadro nazionale alla vigilia del voto

Secondo l’istituto SWG, che ha realizzato l’indagine per il telegiornale di La7, il panorama politico italiano non registra particolari emozioni o sorprese in questa fase pre-elettorale. Il centrodestra, nonostante un nuovo stop giunto su un’opera infrastrutturale di grande impatto simbolico, e il centrosinistra, pur alle prese con osservazioni giudicate “incendiarie” da un suo esponente di peso, mantengono le loro posizioni. Gli orientamenti di voto, pertanto, sembrano riflettere una certa staticità, con gli elettori chiamati a esprimersi in regioni che rappresentano un importante banco di prova per la tenuta degli schieramenti.

Il caso Veneto e il passaggio dopo Zaia

Tra i territori che si apprestano a votare, il Veneto rappresenta un caso peculiare, poiché si prepara a un passaggio di testimone storico dopo quindici anni di governo di Luca Zaia. Il presidente, che non può ricandidarsi dopo tre mandati, ha firmato lo scorso 18 settembre il decreto che dà il via alla macchina elettorale, aprendo ufficialmente una fase nuova e per molti versi incerta. I veneti saranno chiamati alle urne, in una data doppia che comprende domenica 23 e lunedì 24 novembre, per eleggere sia il nuovo presidente della Regione che il Consiglio regionale, in una competizione che vede cinque candidati e sedici liste in campo.

La campagna elettorale e lo spettro dell’astensione

Nei mercati e nelle piazze della regione, la campagna elettorale autunnale procede con toni non sempre accesi, dove emerge con forza la preoccupazione, comune a tutti gli schieramenti, per un’elevata astensione. “Mi raccomando, dica ai suoi figli e ai suoi nipoti di votare”, è l’appello che circola, specialmente tra gli anziani che mostrano ancora interesse per la discussione pubblica, segno di una percezione diffusa del rischio di un basso afflusso ai seggi. Il fantasma del disimpegno, dunque, sembra aleggiare su questa tornata, aggiungendo un elemento di imprevedibilità a un esito che deciderà del futuro di una terra in attesa di conoscere il proprio destino dopo un’era lunga e significativa.

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