Esce dal carcere e accoltella l’ex moglie che non vuole tornare con lui

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La scorsa notte, a Catania, nel quartiere Picanello, una donna di cinquantun’anni stava camminando sul marciapiede quando è stata raggiunta alle spalle da un uomo che, senza proferire una parola, l’ha colpita ripetutamente con un coltello da cucina. Lei, sanguinante e in stato di choc, è riuscita a trascinarsi fino all’ingresso di un negozio, dove ha chiesto aiuto prima di accasciarsi. Il suo aggressore, nel frattempo, si è dileguato a piedi tra le vie del rione, approfittando del trambusto serale.

L’uomo, un cinquantaseienne identificato successivamente come Giovanni Platania, è stato fermato nella mattinata successiva dagli investigatori, che ne hanno ricostruito il breve tragitto di fuga. Quello che rende il caso particolarmente inquietante – al di là della ferocia dell’aggressione – è un dettaglio giudiziario che pesa come un macigno: l’indagato era stato scarcerato da poche settimane, precisamente l’8 marzo scorso, dopo aver scontato una pena per reati non specificati nell’informativa di rito. La vittima, sua ex moglie, si stava separando da lui e, secondo una prima ricostruzione della lite che avrebbe preceduto l’accoltellamento, avrebbe rifiutato un tentativo di riavvicinamento.

La confessione e il tentato femminicidio

Una volta fermato, Platania ha confessato l’accaduto, ammettendo di aver aggredito l’ex compagna con l’arma bianca. Gli investigatori della Squadra mobile etnea hanno quindi ipotizzato il reato di tentato femminicidio, aggravato dai cosiddetti “vincoli affettivi” e dalla premeditazione, sebbene quest’ultima venga desunta dalle modalità dell’azione: l’uomo, infatti, avrebbe atteso la donna lungo il suo percorso abituale, nascondendo il coltello prima di colpire. La vittima, dopo essere stata raggiunta all’interno del negozio – dove aveva cercato riparo invano – è stata trasportata in ospedale con ferite giudicate gravi ma, al momento, non mortali.

Un’escalation annunciata dai precedenti penali

La scarcerazione recente dell’aggressore riapre, senza bisogno di enfasi retoriche, il nodo della valutazione del rischio nei casi di separazioni conflittuali. L’uomo era uscito dal carcere solo venticinque giorni prima dell’aggressione, un lasso di tempo che non gli ha consentito – né avrebbe potuto, verrebbe da dire – di riabilitarsi da eventuali condotte violente pregresse. Le forze dell’ordine stanno ora vagliando eventuali segnalazioni precedenti per maltrattamenti o minacce, anche se dai primi riscontri non emergerebbero denunce formali da parte della donna. Quel che è certo è che la lite, esplosa per strada, ha avuto come oggetto principale il rifiuto di lei a riprendere la relazione.

Altri sviluppi giudiziari: il caso Paganelli e le tracce di ricina

Sullo sfondo di questa cronaca nera, altre inchieste segnano il panorama giudiziario italiano. A Rimini, la procura ha convocato a sorpresa Loris e la moglie nell’ambito dell’omicidio di Pierina Paganelli, la settantottenne uccisa nel garage del condominio. Si tratta di un atto istruttorio che non ha ancora assunto la forma di un rinvio a giudizio, ma che dimostra come gli inquirenti stiano scandagliando ogni rapporto personale della vittima. Parallelamente, il professor Fineschi, consulente tecnico in un altro caso di decessi sospetti – due donne, madre e figlia – ha dichiarato che le tracce di ricina rinvenute sui capelli delle vittime richiederebbero “settimane di ingestione”, spostando l’attenzione su una possibile somministrazione protratta di veleno nell’ambiente domestico. A complicare il quadro, una tragedia domestica diversa ma altrettanto drammatica: una donna di settantasei anni è morta carbonizzata dopo che un cortocircuito partito dal frigorifero ha incendiato la sua vestaglia, mentre altrove, nel Nord Italia, fiumi esondati, frane e neve hanno costretto centinaia di persone a lasciare le proprie abitazioni.

L’indagine nella cerchia ristretta e il fermo di Catania

Tornando al femminicidio tentato di Catania, gli investigatori non escludono di acquisire i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona, per verificare se l’uomo abbia seguito la donna nei minuti precedenti l’aggressione. La dinamica – lei che cammina, lui che la raggiunge e la colpisce senza che lei possa opporre resistenza – suggerisce un’azione rapida e deliberata. Il fermo è stato convalidato dal gip, e l’indagato si trova ora in attesa dell’interrogatorio di garanzia. La sorella della vittima, ascoltata dai cronisti, ha raccontato che la donna “non voleva tornare con lui” e che aveva più volte espresso timori per il comportamento dell’ex dopo la scarcerazione. Una paura che, ieri sera, si è trasformata in realtà sotto i portici di Picanello, senza che nessun passante potesse fare nulla per fermare la furia dell’uomo.

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