La Spezia, l’ex candidato sindaco Paolo Pazzaglia trovato morto sulla litoranea delle Cinque Terre

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Corpo senza vita di Paolo Pazzaglia, 52 anni, più volte candidato alla carica di primo cittadino della Spezia, è stato scoperto nel tardo pomeriggio di oggi lungo il tragitto della strada litoranea, quella arteria panoramica che collega il capoluogo ligure con i borghi delle Cinque Terre. A lanciare l’allarme, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, è stato un automobilista di passaggio: accostatosi al veicolo del cinquantaduenne, fermo sul ciglio in una posizione che avrebbe potuto far pensare a un guasto o a un malore del conducente, l’uomo ha invece fatto l’amara scoperta, ritrovandosi dinanzi al corpo esanime dell’ex politico. Immediata è scattata la richiesta di soccorso al 112, ma l’arrivo dei sanitari del 118, supportati dai vigili del fuoco e dalle pattuglie della polizia, non ha potuto fare altro che constatare il decesso.

Il giallo della morte e i precedenti giudiziari

Sulle cause precise del decesso, al momento, vige il più stretto riserbo da parte degli investigatori. La dinamica appare tutt’altro che chiara e gli agenti della questura spezzina, coordinati dalla magistratura, stanno lavorando per accertare se si sia trattato di un improvviso malore, di un incidente — magari un malore alla guida che avrebbe portato all’arresto del veicolo — oppure se non vi siano altre ipotesi al vaglio. Quello che è certo è che il nome di Pazzaglia, figura nota negli ambienti politici locali per le sue discese in campo con liste civiche come “Spezia al centro” nel 2022 e con l’annuncio di una successiva candidatura per il 2027, era già finito al centro dell’attenzione delle cronache giudiziarie lo scorso anno.

La procura della Spezia, infatti, lo aveva indagato nell’estate del 2025 per un’ipotesi di reato complessa e articolata. Le accuse mosse a suo carico, frutto di una denuncia presentata dalla sua ex compagna, erano quelle di diffamazione aggravata, atti persecutori — il cosiddetto stalking — e diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti. Un fascicolo, quello aperto dal sostituto procuratore Monica Burani, che aveva gettato un’ombra pesante sulla sua figura pubblica e privata.

I dettagli dell’indagine per stalking e revenge porn

Secondo quanto emerso dalle carte dell’inchiesta, e riportato dalla stampa locale all’epoca dei fatti, la donna, assistita dall’avvocato Cesare Bruzzi Alieti, aveva raccontato agli inquirenti di essere stata oggetto di una serie di condotte persecutorie e minacciose, messe in atto anche attraverso i canali social. L’accusa, infatti, non si limitava alle molestie, ma contestava a Pazzaglia la divulgazione non consensuale di materiale intimo: fotografie che ritraevano la donna in pose particolari e prive di veli sarebbero state inviate addirittura al padre di lei e pubblicate su un profilo social aperto al pubblico, un atto grave che configura l’ipotesi del cosiddetto “revenge porn”. Lo stesso Pazzaglia, qualche settimana prima di finire nel registro degli indagati, aveva denunciato un presunto furto di quelle immagini dal proprio telefono cellulare, una circostanza che gli inquirenti avevano ovviamente vagliato nell’ambito delle complessive indagini.

I rilievi sul posto e lo sconcerto in città

Sul luogo del ritrovamento, un tratto di strada solitamente frequentato da turisti e residenti per la sua suggestiva vista sul mare, gli operatori della scientifica hanno effettuato per ore i rilievi del caso, cercando di raccogliere ogni possibile elemento utile a ricostruire gli ultimi istanti di vita del 52enne. La sua auto, una volta terminati gli accertamenti, è stata posta sotto sequestro. La notizia, diffusasi rapidamente in serata, ha gettato nello sconcerto coloro che avevano incrociato il suo cammino politico, fatto di partecipazione civica e di ripetute, seppur sempre infruttuose, corse a palazzo civico. Oltre alla sua candidatura del 2022, Pazzaglia si era ripresentato sulla scena politica in vista delle amministrative del 2027, dimostrando una tenace volontà di incidere sulla vita pubblica della sua città, un’ambizione che ora si è tragicamente interrotta su quel ciglio stradale.

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