Marca 2026, la fiera della private label che misura la fiducia degli italiani
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Redazione Economia
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L'Emilia Romagna, regione che con i suoi quarantaquattro prodotti a denominazione protetta continua a rappresentare il cuore pulsante dell'agroalimentare nazionale, ospita anche quest'anno, nell'auditorium di BolognaFiere, l'appuntamento cardine per il settore della marca del distributore. "Siamo orgogliosi di una manifestazione in costante crescita, specchio di un comparto dinamico", ha dichiarato l'assessore regionale all'Agricoltura Alessio Mammi in occasione dell'inaugurazione della ventiduesima edizione di Marca, organizzata con l'Associazione distribuzione moderna, sottolineando come l'evento sia ormai un punto di riferimento imprescindibile per tutti gli attori coinvolti. I dati presentati, del resto, confermano una tendenza ormai strutturata: la ricerca realizzata da TEHA Group su dati IPSOS per ADM rivela che una percentuale pari al novanta per cento dei consumatori italiani dichiara apertamente di fidarsi dei prodotti a marchio del distributore, mentre per più di otto famiglie su dieci il supermercato rimane un presidio fondamentale del territorio, un luogo dove qualità percepita e accessibilità economica si fondono, garantendo ascolto alle esigenze della clientela.
Un ecosistema in salute tra produzione e distribuzione
Il successo della private label, d'altronde, poggia su una filiera solida e collaborativa, come ha tenuto a rimarcare il viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini. "Questo settore sta offrendo grandi soddisfazioni", ha affermato, "poiché mette in luce sia la professionalità e la qualità delle imprese produttrici, spesso eccellenze del nostro territorio, sia l'efficienza di un canale distributivo tra i più avanzati e complessi a livello globale". Un modello vincente, quello dell'MdD, che supera la semplice logica del prezzo per affermarsi come vera e propria garanzia di standard, un fattore che ha permesso di consolidare il rapporto con un pubblico sempre più attento e informato, il quale riconosce nel marchio del supermercato un alleato per la spesa quotidiana.
Sostenibilità e circuito chiuso: il caso Coripet
Tra i temi centrali dell'edizione 2026 non poteva mancare un approfondimento dedicato all'economia circolare, con un focus specifico sul riciclo del PET. Coripet, consorzio volontario riconosciuto dal Ministero della Transizione Ecologica, partecipa infatti alla fiera con un appuntamento dedicato al modello "Bottle to Bottle", un sistema a circuito chiuso che punta a trasformare una bottiglia usata in una nuova, garantendo un ciclo virtuoso e riducendo il ricorso alla materia prima vergine. L'iniziativa si inserisce in un panorama normativo sempre più stringente, che vede la Distribuzione Moderna chiamata a svolgere un ruolo proattivo non solo nella vendita ma anche nella gestione del fine vita degli imballaggi, un aspetto che influisce sempre di più sulla reputazione e sulla scelta finale del consumatore.
La marca del distributore oltre la crisi
La forza attuale della private label, emersa con chiarezza durante le recenti fasi di instabilità economica, risiede nella sua capacità di offrire un compromesso credibile tra risparmio e affidabilità, intercettando le esigenze di un ceto medio che ha visto erodersi il proprio potere d'acquisto. La fiducia del novanta per cento degli italiani, cifra che pochi altri settori possono vantare, non è un risultato casuale ma il frutto di un lavoro decennale sulla qualità dei processi e sulla trasparenza della comunicazione. La fiera Marca, in questo contesto, funge da termometro preciso delle tendenze in atto e da piattaforma dove costruire le strategie future, in un dialogo continuo tra industria, grande distribuzione e, seppur indirettamente, le famiglie che ogni giorno riempiono il carrello.




