Nuova specie di scimmia scoperta in Congo: si chiama Likweli ed è già a rischio estinzione

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La natura, si sa, non smette mai di stupire; e l’ultima, straordinaria conferma arriva direttamente dal cuore dell’Africa, più precisamente dalla Repubblica Democratica del Congo, una regione che rappresenta un vero e proprio scrigno di biodiversità ancora in gran parte inesplorato. È qui, tra le fitte e impenetrabili foreste pluviali, che un team di scienziati, dopo quasi due decenni di studi e osservazioni sul campo, ha ufficialmente identificato una nuova specie di primate, rimasta sostanzialmente nascosta agli occhi della scienza per milioni di anni.

Si tratta del Colobus congoensis, un esemplare che va ad aggiungersi come quinta specie di scimmia scoperta nel continente africano nell'arco degli ultimi settantacinque anni, un lasso di tempo che, in termini evolutivi, è un battito di ciglia. Le comunità locali, che da tempo ne conoscevano l'esistenza, lo chiamano Likweli, un nome che ora entra ufficialmente nei registri della zoologia mondiale, ma la cui scoperta, per quanto entusiasmante, porta con sé un immediato e preoccupante campanello d'allarme per la sua sopravvivenza.

Un lungo lavoro di ricerca e analisi

L'identificazione di questa nuova entità tassonomica non è stata certamente un'impresa da poco, né tantomeno frutto del caso. Il lavoro di certificazione, infatti, è stato portato avanti grazie a un minuzioso e articolato studio condotto dalla Florida Atlantic University, in sinergia con la Lukuru Wildlife Research Foundation, un sodalizio che ha permesso di incrociare diverse discipline scientifiche per arrivare a una conclusione inoppugnabile.

Le analisi genetiche, condotte con tecniche di sequenziamento all'avanguardia, sono state combinate con dettagliati studi anatomici e, aspetto forse meno scontato ma rivelatosi cruciale, con l'analisi acustica delle vocalizzazioni emesse dagli esemplari osservati. Questo approccio multidisciplinare ha permesso di delineare con precisione i confini che separano il Likweli dalle altre specie congeneri, confermando che ci troviamo di fronte a un primate geneticamente e fenotipicamente distinto, la cui storia evolutiva si è dipanata in un isolamento millenario.

Caratteristiche e habitat del nuovo primate

Ma come è fatto questo misterioso abitante delle foreste congolesi? Il Colobus congoensis si presenta con un portamento elegante e una stazza che lo colloca tra i primati di media grandezza: il suo peso si aggira intorno ai sette chilogrammi, una massa corporea che gli consente di muoversi agilmente tra i rami più alti della canopia.

Il suo mantello, di un nero lucido e profondo, contrasta nettamente con la caratteristica maschera facciale che lo rende immediatamente riconoscibile, una sorta di dipinto naturale dai toni dell'arancione e del crema che si estende sul muso, incorniciato da una lunga coda che funge da equilibratore durante i suoi spostamenti.

L'habitat di questa nuova specie, come si è scoperto, è estremamente circoscritto: la sua intera popolazione vive in un'area geografica molto ristretta e isolata, compresa tra il corso del fiume Lomami e quello del fiume Congo, una zona che, sebbene straordinariamente ricca di vita, rimane tra le meno battute dai ricercatori a causa della sua difficile accessibilità e delle complesse dinamiche del territorio.

Il preoccupante stato di conservazione

La gioia per la scoperta, tuttavia, si accompagna immediatamente a una profonda inquietudine per le sorti di questo primate appena svelato alla scienza. I dati raccolti sul campo, tra il 2018 e il 2022, dipingono un quadro già critico per la sopravvivenza del Likweli: in tutto questo arco temporale, i ricercatori sono riusciti a registrare soltanto 114 avvistamenti diretti, un numero esiguo che fa immediatamente scattare l'allarme rosso per lo stato di conservazione della specie.

Questi numeri, uniti alla già citata limitatezza dell'areale di distribuzione e alle crescenti pressioni antropiche che gravano sulle foreste della regione, rendono il Colobus congoensis estremamente vulnerabile a qualsiasi minima alterazione del suo ecosistema.

Lo studio, i cui dettagli sono stati resi noti sulla rivista scientifica PLOS One, non si limita quindi a celebrare una scoperta, ma lancia un monito preciso alla comunità scientifica e alle autorità locali, sottolineando come una delle più recenti meraviglie della natura africana rischi già di spegnersi, richiedendo interventi di tutela tempestivi e mirati per garantire che il Likweli non diventi presto solo un ricordo.

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