«Colpa dei sensi» vince la serata ma la Coppa Italia su Italia1 ha più spettatori: il paradosso auditel di martedì 10 febbraio
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Non è frequente, nella giungla dei dati auditel, imbattersi in una classifica che impone una doppia lettura, eppure i numeri diffusi nella mattinata di mercoledì 11 febbraio per la prima serata di martedì 10 raccontano proprio una di quelle serate in cui il podio cambia a seconda che si guardi alla media ponderata dello share oppure al numero assoluto di telespettatori. La fiction di Canale 5 «Colpa dei sensi», interpretata da Anna Safroncik e Gabriel Garko – quest’ultimo reduce dalla recente rivelazione, rilasciata a Silvia Toffanin nel salotto di «Verissimo», di essersi sposato in gran segreto due anni fa –, viene data vincente con il 15,4 per cento di share e 2.396.000 individui davanti al video -2-9. Il dato percentuale, si sa, fotografa la capacità di trattenere il pubblico presente in quella determinata fascia oraria, e sotto questo profilo la pellicola di Mediaset ha performato meglio di ogni altra proposta. Tuttavia, scorrendo le tabelle fornite dalla società di rilevazione, ci si imbatte immediatamente in un cortocircuito numerico: il quarto di finale di Coppa Italia trasmesso da Italia1, che vedeva affrontarsi Napoli e Como, ha raccolto 2.970.000 spettatori, vale a dire 574mila presenze in più rispetto alla fiction concorrente -2. Lo share della partita, pur attestandosi su un robusto 14,6 per cento, è rimasto di otto decimali inferiore a quello della pellicola proprio perché il totale degli ascoltatori accesi in quella finestra serale era, per composizione e distribuzione dell’offerta, più elevato e frammentato.
Il film di Rai 1 «Il marciatore – La vera storia di Abdon Pamich», pellicola che ripercorre la vicenda umana e sportiva del campione olimpico di marcia e che la rete ammiraglia aveva collocato in palinsesto in prossimità del Giorno del Ricordo, si ferma a 2.355.000 spettatori e al 13 per cento di share -6-10. La distanza dalla vetta, in termini di pubblico assoluto, è di circa 615mila unità; una forbice che, se rapportata alla media degli ascolti serali, suggerisce una dispersione di spettatori verso l’evento calcistico e, marginalmente, verso le altre reti. Su Rai 2 le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, con la gara di pattinaggio artistico, continuano a macinare consensi: 2.313.000 telespettatori e l’11,1 per cento, un risultato che tiene alta l’attenzione sul grande evento domestico nonostante la concorrenza del calcio e della fiction leggera -4-9.
Il sorpasso nell’access prime time e la resistenza dell’approfondimento politico
Se in prima serata il duello si gioca su decimali e migliaia di spettatori, nella fascia che precede il prime time non c’è invece partita. L’access prime time di martedì 10 febbraio segna il ritorno prepotente di Gerry Scotti: «La ruota della fortuna» su Canale 5 vola a 5.077.000 spettatori e conquista il 23 per cento di share, surclassando Stefano De Martino che su Rai 1, con «Affari tuoi», si ferma a 4.454.000 spettatori e al 20,1 per cento -5-9. Lo scarto di 623mila spettatori rappresenta una delle distanze più ampie registrate negli ultimi mesi in questa porzione di palinsesto, tradizionalmente terreno di sfida accanita tra i due competitor. Il programma di Rai 1, ciò nondimeno, mantiene una solida base di fedelissimi, ma la macchina degli ascolti di Mediaset pare aver ingranato una marcia superiore sfruttando la continuità con il preserale: «Caduta libera» di Max Giusti, infatti, raccoglie 2.590.000 spettatori (15,9 per cento), mentre «L’eredità» di Marco Liorni, pur dominando la propria fascia con 4.400.000 spettatori e il 25,1 per cento, non riesce a trainare con la stessa efficacia il programma successivo -5-10.
Su La7, Lilli Gruber con «Otto e mezzo» consolida il proprio vantaggio su Paolo Del Debbio: 1.802.000 spettatori e l’8,4 per cento per la conduttrice altoatesina, contro i 5,2 e il 3,6 per cento delle due parti di «4 di sera» su Rete 4 -5-10. Un divario che ormai si ripete con regolarità e che testimonia una migrazione di pubblico, seppur contenuta numericamente, verso un’informazione meno allineata alle dinamiche del duopolio.
Il pomeriggio olimpico e la tenuta delle reti generaliste
Nella lunga fascia del daytime, l’evento sportivo per eccellenza continua a dettare legge. Il pomeriggio di Rai 2, interamente dedicato alle Olimpiadi casalinghe, registra punte di rilievo assoluto per discipline tradizionalmente di nicchia: la gara di curling a coppie, che ha regalato all’Italia una medaglia di bronzo, tiene incollati 2.192.000 spettatori raggiungendo il 18,4 per cento di share -6. Un risultato che certifica la capacità delle discipline invernali, quando inserite nel contesto dei Giochi e sostenute da risultati competitivi, di allargare la propria base di appassionati ben oltre la cerchia ristretta degli intenditori. Sull’altra sponda, il pomeriggio di Canale 5 si difende con la consueta architettura di «Uomini e donne», «Amici» e «La forza di una donna», mentre Rai 1 affida il suo afternoon a «La volta buona» e «Il paradiso delle signore», entrambi stabilmente sopra il milione e settecentomila spettatori con percentuali che oscillano tra il 16,5 e il 17,6 per cento -6.
La macchina dei dati auditel, va ricordato, elabora le proprie rilevazioni attraverso un campione statistico di sedicimila famiglie – per un totale di circa quarantamila individui – selezionate secondo criteri rigorosi per rappresentare l’intera popolazione italiana con età superiore ai quattro anni -8. Da questo frammento di paese, opportunamente ponderato, si estrapolano le stime che poi diventano titoli, classifiche e, soprattutto, moneta di scambio per la compravendita di spazi pubblicitari. E se è vero che «Colpa dei sensi» vince la serata nello share, è altrettanto vero che gli spettatori, nella loro nuda e cruda quantità, preferivano il pallone. Una discrepanza che i professionisti del settore conoscono bene, ma che ogni volta genera il consueto, piccolo paradosso: il programma più visto, in valori assoluti, non è quello che sale sul gradino più alto del podio.




