OpenAI frena sulla Borsa e corregge i ricavi: la sicurezza prima di tutto

OpenAI frena sulla Borsa e corregge i ricavi: la sicurezza prima di tutto
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Redazione Economia Redazione Economia   -   OpenAI non ha alcuna fretta di sbarcare a Wall Street. Sam Altman, amministratore delegato della società che controlla ChatGPT, ha spiegato in un'intervista a CNBC durante il Developer Day di San Francisco che il gruppo ha deciso di rinunciare al lancio di un modello che non superava alcune valutazioni interne legate alla sicurezza e all'allineamento. «Non c'è nulla di spaventoso in questo caso», ha dichiarato, precisando che il modello era risultato «un po' peggiore su alcune valutazioni».

La decisione, ha aggiunto, rientra in un approccio di «abbondanza di cautela» e non è legata a un incidente specifico.

La correzione sui ricavi annualizzati

Sul fronte finanziario, il Financial Times ha riportato che OpenAI ha comunicato agli investitori ricavi annualizzati vicini ai 50 miliardi di dollari alla fine di settembre, una cifra inferiore di circa 20 miliardi rispetto ai 70 miliardi che erano circolati nelle settimane precedenti sulla base di informazioni fornite agli investitori stessi. La discrepanza sarebbe nata dal tentativo degli investitori di operare un confronto diretto con i ricavi annualizzati di Anthropic, calcolati però con metodologie differenti.

Nonostante lo scarto rispetto alle attese, il dato segna comunque una crescita superiore al 70% rispetto al mese di luglio.

Il round da 30 miliardi e la valutazione record

Parallelamente, Bloomberg ha riferito che OpenAI punta a raccogliere almeno 30 miliardi di dollari in un nuovo round di finanziamenti, su una valutazione di circa 1.400 miliardi di dollari al netto del capitale raccolto. L'operazione vedrebbe la partecipazione di BlackRock e di diversi fondi degli Emirati Arabi Uniti, che starebbero trattando per ancorare il round. La raccolta consentirebbe alla società di rafforzare le risorse destinate allo sviluppo dell'intelligenza artificiale, mentre l'ipotesi di una quotazione in Borsa resta per il momento sullo sfondo.

Il legame tra IPO e sicurezza

Altman ha chiarito che «regolare il ritmo» non significa fermare lo sviluppo. Ha spiegato che un'eventuale offerta pubblica iniziale potrebbe diventare più realistica una volta completati «alcuni casi di sicurezza» e aver compreso come gestire il «livello successivo» dell'intelligenza artificiale. «Voglio davvero che questo sia il momento di mettere al primo posto la sicurezza e la missione», ha affermato.

Ha inoltre sottolineato che l'allineamento dei modelli non può essere affrontato esclusivamente come un problema ingegneristico, perché resta una sfida scientifica aperta. Riguardo alla responsabilità in caso di malfunzionamenti, ha ipotizzato un quadro a più livelli che distingua tra difetti del modello, utilizzo da parte degli sviluppatori e uso improprio da parte degli utenti finali, con un'analogia rispetto al settore automobilistico.

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