Super Mario Galaxy il film, il pubblico abbraccia il sequel e la critica resta a guardare
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è un fenomeno, nel cinema contemporaneo, che sfugge a qualsiasi tentativo di previsione e che si nutre di una frattura ormai sistemica: da un lato la critica specializzata, spesso refrattaria a certe logiche di intrattenimento puro, dall’altro un pubblico che sembra votare con il portafoglio, senza troppi fronzoli intellettuali. Super Mario Galaxy – il film, uscito il primo aprile 2026, rappresenta forse l’esempio più lampante di questa deriva, se così si può chiamare. Mentre i recensori di professione storcono il naso, attribuendo al sequel animato – nato dalla consolidata alleanza tra Nintendo e Illumination – un punteggio di appena il 43% su Rotten Tomatoes, gli spettatori gli riservano un plebiscito: 91% di gradimento. Una differenza abissale, che restituisce l’idea di due universi paralleli che osservano lo stesso prodotto senza quasi incontrarsi.
Un box office da capogiro e un dibattito che si riaccende
Il fine settimana pasquale, va detto, si preannunciava già positivo per le sale italiane, ma nessuno si aspettava una progressione così vertiginosa. Venerdì 3 aprile, secondo i dati Cinetel, l’incasso giornaliero complessivo ha superato i due milioni di euro.118.936 per l’esattezza, con 276.808 spettatori – registrando un incremento del 53,36% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e del 149% rispetto a sette giorni fa. E in questo quadro, a trainare l’intero mercato, c’è proprio lui: l’idraulico baffuto. Super Mario Galaxy – il film ha infatti macinato da solo 1.294.065 euro in un solo giorno, distribuiti su 507 schermi, con una media invidiabile di 2.552 euro a sala. Numeri che richiamano alla memoria quelli del primo capitolo del 2023, quando il fenomeno prese piede quasi all’improvviso, spiazzando anche gli osservatori più attenti.
Lo spazio, i personaggi e una rivelazione che cambia le carte
Proprio come accade nel videogioco omonimo – e il riferimento non è affatto casuale – il sequel alza la posta in gioco, aggiunge una miriade di comprimari e spalanca scenari cosmici che il primo film aveva solo accennato. Ma non è solo una questione di spettacolo visivo, perché Nintendo e Illumination hanno infilato nella narrazione una svolta improvvisa, una rivelazione destinata a ridisegnare i contorni dell’intero franchise. Su questo aspetto, va detto, la critica si è mostrata particolarmente severa: ha parlato di forzatura, di eccesso di fan service, di un meccanismo narrativo che sacrifica la coerenza interna all’emozione del momento. Il pubblico, al contrario, ha accolto la sorpresa con entusiasmo, decretando che certe scelte – anche le più azzardate – pagano quando servono un universo che si ama.
L’idraulico più famoso del mondo non chiede permesso
A dispetto dei distinguo intellettuali, insomma, Mario continua a fare ciò che sa fare meglio: portare gente in sala. Il divario tra il 43% della critica e il 91% del pubblico su Rotten Tomatoes non è solo un dato statistico, è il sintomo di un’epoca in cui la legittimazione culturale non passa più necessariamente attraverso i vecchi guardiani del gusto. E in un contesto geopolitico segnato dal ritorno di Trump alla presidenza degli Stati Uniti – fatto che pure influenza la distribuzione e la narrazione mediatica globale – persino un film d’animazione può diventare involontariamente un termometro sociale. Nessuno, però, si azzardi a liquidare Super Mario Galaxy – il film come un semplice prodotto commerciale: sarebbe come spiegare una battuta ridendoci sopra. Si guardano i numeri, si annota la spaccatura, e si attende il prossimo capitolo. Perché l’idraulico, ormai, ha preso il largo.




