Aston Martin debutta a Barcellona, ma la AMR26 di Newey frena le aspettative

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La quarta e penultima giornata di test pre-stagionali a Barcellona, che ha visto anche le Ferrari e le McLaren accumulare giri sul tracciato catalano, è stata monopolizzata dall'attesa, prima, e da una delusione, poi, per l'esordio dell'Aston Martin. La squadra di Silverstone ha infatti portato in pista la tanto chiacchierata AMR26, la prima vettura concepita per il team dal progettista Adrian Newey, le cui forme – celate sotto una livrea nera in carbonio, provvisoria e lontana dai classici verdi della casa – hanno immediatamente catturato l'attenzione degli addetti ai lavori. L'auto, il cui assemblaggio finale è avvenuto proprio nel garage del Circuit de Catalunya per ovviare a una serie di contrattempi tecnici, ha compiuto i suoi primi, timidi giri soltanto nel tardo pomeriggio, quando ormai la sessione volgeva al termine, con Lance Stroll ai comandi e con Fernando Alonso presente a bordo pista.

Una prima uscita brevissima e problematica

Quella che doveva essere una giornata storica per il team, la quale segna peraltro il debutto della nuova power-unit Honda in configurazione di gara, si è trasformata rapidamente in un anticlimax. La monoposto, infatti, dopo aver completato a fatica un solo giro di installazione, ha interrotto la sua corsa dopo appena quattro tornate, costringendo Stroll a un rientro ai box forzato e lasciando l'intero gruppo a lavorare per comprendere le cause del problema. Un esordio, insomma, tutt'altro che esaltante e lontano dalle rosee aspettative che circondano da mesi il progetto, il quale rappresenta una delle scommesse tecniche più audaci della stagione.

Il paddock fissa il garage della "rivoluzione"

Per l'intera durata della giornata, lo sguardo del paddock è rimasto inchiodato sul garage dell'Aston Martin, aperto solo dopo che la vettura vi era stata ricoverata la sera precedente, in attesa di scrutare ogni dettaglio della creatura di Newey. Tra gli elementi che hanno generato maggiore curiosità, alcuni dei quali visibili solo nel breve interludio in pista, vi è una soluzione radicale che riguarda il braccio della sospensione anteriore, il quale risulterebbe attaccato direttamente al pilone dell'ala, una scelta progettuale che promette di essere oggetto di lunghi dibattiti tecnici. Il poco tempo a disposizione, però, ha impedito qualsiasi analisi approfondita delle potenzialità della vettura, il cui vero battesimo del fuoco è stato dunque rimandato.

Mercedes mantiene il ruolo di riferimento

Mentre l'Aston Martin affrontava questo battesimo amaro, le squadre più consolidate hanno proseguito il loro programma di lavoro. Sulla pista, dove le Mercedes hanno confermato di essere il punto di riferimento in termini di affidabilità e chilometraggio, l'attenzione si è divisa tra lo sviluppo delle proprie vetture e l'osservazione di quanto accadeva nel box avversario. L'episodio della AMR26, al di là del suo esito negativo, ha comunque sottolineato l'inizio di una nuova era per il team, la cui strada verso la competitività appare ora più lunga e irta di ostacoli del previsto, dopo un debutto che ha lasciato più domande che risposte.

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