Un nuovo inizio per Taverna del Ferro
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Redazione Interno
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Dopo 44 anni di attesa, i residenti di Taverna del Ferro a San Giovanni a Teduccio, Napoli, vedono finalmente l'alba di un nuovo giorno. Il cantiere per la costruzione di 360 nuovi alloggi è stato aperto, segnando l'inizio della trasformazione di un'area degradata in un quartiere umano e sostenibile.
La svolta tangibile
Il suono delle ruspe che demoliscono i box-garage, ultima testimonianza del passato di Taverna del Ferro, e il volto degli operai che recintano l'area sono la testimonianza tangibile di questa svolta. Questo non sarà più un ghetto, ma un luogo a misura di persone.
La rigenerazione delle "stecche"
Nel 2014, se qualcuno avesse predetto a un residente di Taverna del Ferro la rigenerazione delle cosiddette "stecche", probabilmente avrebbe risposto con un "Finalmente!". Tuttavia, avrebbe avuto qualche timore: sarebbe stato chiaro che le muraglie parallele di appartamenti sarebbero state demolite per costruire nuove case. Ma il sogno di una casa, un sogno molto napoletano, soprattutto dopo il terremoto del 1980, l'avrebbe reso speranzoso.
Il sogno si è avverato
Le donne e gli uomini del Comitato di lotta ex Taverna del Ferro cantano in coro "il sogno si è avverato". È il primo giorno di cantiere, l’ingresso nella fase attuativa della rigenerazione dell’insediamento di edilizia popolare di San Giovanni a Teduccio. Entro il 2027, i due palazzoni nati come soluzione temporanea per il sisma dell’80 saranno abbattuti, mettendo fine a quarant’anni di degrado. Questo è un passo significativo verso un futuro migliore per i residenti di Taverna del Ferro.




